sabato 12 ottobre 2013

Il binomio: non solo cavallo e cavaliere - I professionisti del mondo del cavallo

In questi giorni ho avuto modo di riflettere parecchio su quello che vuol dire un binomio solido davanti alle difficoltà.
Ho parlato spesso, sul blog, di passare del tempo con il proprio cavallo, di montarlo con rispetto e con criterio, ma non mi sono mai trovata a dover scrivere del lavoro del grande team che sta intorno a un binomio, sia che si tratti di una coppia cavallo-cavaliere pronta per le olimpiadi, sia che l'obbiettivo sia quello di lunghi trekking in tranquillità: la responsabilità del cavaliere è sempre massima nei confronti del proprio cavallo, è lui che sceglie il centro ippico migliore, è lui che organizza la vita del proprio compagno equino, tuttavia è importantissimo constare quanto sia fondamentale il lavoro di tutti i professionisti che dedicano la propria vita al benessere dei nostri cavalli.

Tuttavia i proprietari tendono spesso a sottovalutare l'importanza di maniscalchi, veterinari, groom ed istruttori - mi annovero in questo gruppo un po' negligente purtroppo! - finendo per mettere in secondo piano un aspetto di prima importanza della vita del cavallo.
Noi cavalieri spesso e volentieri, per quanto possiamo essere appassionati, abbiamo un'altra vita al di fuori del mondo equestre e dobbiamo, per forza di cose, affidarci ad altre persone perché assolvano alcuni dei compiti più importanti per il benessere del nostro "gioiello" (perché il cavallo è a tutti gli effetti un capitale, sia in valore affettivo che in valore economico!). 

La scelta di professionisti capaci e di persone affidabili per quanto riguarda i lavori di veterinaria e mascalcia, per esempio, diventa importantissima!
Innanzitutto un buon modo per verificare - a mio parere - la bravura di un veterinario, di un maniscalco o di un groom è valutare come si pone nei confronti del cavallo, innanzitutto, e poi nei confronti del proprietario: io ricerco un vero professionista, capace di farsi rispettare con "dolce fermezza e ferma dolcezza" (chi ha riconosciuto la citazione?!), che dimostri una vera passione per il proprio lavoro e per gli animali con cui va a trattare.  In seguito credo siano di fondamentale importanza umiltà, voglia di fare, una mente aperta, convinzioni solide e motivate e una buonissima dose di onestà.

Questo perché? Beh, innanzitutto perché l'umiltà e l'onestà permettono di individuare eventuali problemi nella gestione del cavallo che possono essere molto a monte della semplice operazione per cui stiamo interpellando il professionista in questione. Dato che tutte queste figure fanno parte, come dicevo, del team che tiene in piedi il binomio, è importante che esse siano in grado di riconoscere i propri limiti, quelli del cavallo e quelli della situazione. Lo stesso ovviamente vale anche per gli istruttori: troppo spesso si vedono in giro blasonati istruttori palesemente incapaci di cogliere il limite dei cavalli e dei cavalieri che hanno di fronte. E' importantissimo - e sono la prima a dirlo - credere profondamente nelle nostre capacità e aver voglia di buttare il cuore in quello che facciamo, ma è ancora più fondamentale essere consapevoli in tutto e per tutto dei nostri limiti (in modo da poterli superare con il lavoro) e soprattutto di quelli del cavallo (per rispettarli e per lavorarci insieme con metodo e coerenza. Questo sempre nell'ottica del fatto che il cavallo purtroppo non può dirci a parole quando pensa di non essere in grado a compiere il lavoro che gli stiamo chiedendo e noi non sempre siamo molto bravi a cogliere i messaggi che il nostro amico ci manda).
Passando oltre: la voglia di fare è il motore che spinge tutto. La curiosità, la forza di volontà e la passione permettono a una persona di crescere, di migliorarsi e di offrire un servizio sempre migliore ai suoi clienti e - in qualche modo - anche a sé stesso (si suppone infatti che un lavoro ben fatto e un cliente contento siano fonti di grande soddisfazione per chi ha fatto di tutto questo la sua vita!).

Una mente aperta è un elemento che sicuramente si ricollega a ciò che ho appena detto: la capacità di imparare, di assorbire come una spugna tutti gli stimoli che l'ambiente, i colleghi e i clienti offrono, vagliandoli con l'importantissima capacità critica che permette di arrivare ad avere convinzioni solide e motivate.
Il tutto condito da una buona dose di pazienza, aggiungerei.

Ho stilato così il mio elenco personale dei prerequisiti che ritengo fondamentali per un i "componenti" ideali del team che mi piacerebbe avere intorno: ovviamente non è sempre facile distinguere tutti questi elementi in persone più o meno sconosciute, ma vedendole lavorare spesso ci si può fare un'idea.
Tutte le qualità da me citate sono anche quelle che ritengo basilari per innanzitutto avere a che fare con delle persone piacevoli da cui si possa imparare qualcosa.
Non ho infatti citato di proposito un altro "professionista" - si fa per dire - del prezioso team sopracitato: il cavaliere. 
Il cavaliere e proprietario, che ha il compito importantissimo di selezionare e scegliere le cose migliori per il proprio cavallo ha anche il dovere di informarsi e di avere una formazione di base un po' su tutto ciò che concerne il mondo del cavallo: avere una solida base permette infatti di capire e di giudicare il lavoro che gli viene proposto da istruttori, maniscalchi etc... Ovviamente è importantissimo ricordarsi che aver letto qualcosa in giro o aver sentito due parole in scuderia non è assolutamente come aver conseguito una laurea o aver seguito un corso di formazione serio: avere qualche informazione non ci dà l'autorizzazione a commentare/criticare tutto ciò che vediamo! Altrimenti maniscalchi e veterinari saranno ben giustificati nel risponderci: "Ferratelo e curatelo da solo 'sto benedetto cavallo!".
Il rispetto per il lavoro altrui e l'umiltà sono fondamentali, come lo sono la curiosità verso le idee degli altri e il senso critico che, in ogni caso, non deve mai mancare.

Tutto questo è parte del complesso processo che porta alla formazione di un legame di profonda fiducia. 
Mettereste mai in mano la vostra vita a un medico che vi sembra poco affidabile o poco capace nel suo lavoro? Ovviamente no!
Perché dovreste farlo con la vita del vostro cavallo?
L'approssimazione non deve essere tollerata, mentre invece l'errore umano, anche se spesso è difficile farlo, va compreso se giustificato da motivazioni valide. Dopotutto, errare umanum est. E' perseverare che poi è diabolico!  


Via libera allora anche a groom con tanta voglia di lavorare, con una buona conoscenza dei cavalli e con un amore per il proprio lavoro.

Vorrei concludere con un ringraziamento speciale a Carlo Cigardi (veterinario) e Salvatore Andreano (maniscalco).
Entrambi sono per ora gli unici professionisti scelti personalmente da me per me e la mia cavalla (nonostante siano molti altri quelli che hanno contribuito alla salute di Fabrizia e di loro non ho nessuna intenzione di dimenticarmi!) e spero, con loro, in una collaborazione onesta e duratura fatta - anche SOPRATTUTTO da parte mia - di tutto ciò che ho scritto in questo articolo.



giovedì 10 ottobre 2013

Intervista a Jolanda Adelaar Rossi

Sono veramente fiera di presentarvi la mia intervista a Jolanda Adelaar Rossi, amazzone Olandese di origini italiane di recente trasferitasi in provincia di Roma, ricercatissima istruttrice e atleta a livello internazionale.
Ma soprattutto sono fiera di presentare l'intervista a una donna che è andata oltre i pregiudizi e ha portato avanti il suo sogno fino a vederne la realizzazione.

Presto testimonial per Riders4Helmets su Class Horse TV!


Come prima cosa, parlaci un po' di te. Come nasce la tua passione per i cavalli? 



Sono nata ad Amsterdam da un padre Olandese e madre Italiana. Sono cresciuta in Barbante, la regione cattolica dei Paesi Bassi.
Ho sempre amato comunicare con gli animali fin da piccola. Ho iniziato ad addestrare il mio cane (sedere, dare una zampa etc.) con premi e rinforzi positivi. I cavalli mi hanno sempre affascinato, soprattutto da bambina, perché sono animali in grado di portarci sulla loro groppa. Quando ero piccola andare sulla schiena di un cavallo era come volare per me.
La groppa di un cavallo felice e sereno è ancora il mio posto preferito.
Il cavallo ti permette di vedere letteralmente e figurativamente un mondo diverso.

Quando avevo 7 anni ho iniziato ad andare a cavallo al maneggio. Andavo al maneggio in bicicletta ogni sabato per la mia lezione settimanale.

Quando avevo12 anni sono andata ad un campeggio estivo per bambini con un maneggio: lì ho incontrato un cavallo fjord, chi chiamava “Guus”.
Quando sono tornata a casa, ho detto ai miei genitori che volevo comprare Guus. Mio padre ha subito detto detto di no: secondo lui era troppo costoso possedere un cavallo.
Ma non ho rinunciato. Ho fatto da sola i calcoli dei costi e gli mostrai che il cavallo fjord è una razza molto rustica ed economica. M ci è voluto 1 anno per convincere mio padre. Alla fine mio padre ha acconsentito...a patto che trovassi un posto per il mio cavallo.
Con la mia bicicletta ho girato tutte le fattorie della mia zona chiedendo se ci fosse un posto per un cavallo fjord. Guus potrebbe stare in un prato - dicevo - tra le mucche.
Qui ebbe inizio la mia carriera. 

Come mai hai scelto di avvicinarti proprio alla disciplina del dressage? 

Il dressage ha avuto una grande influenza sulla storia umana: i cavalli da guerra erano in effetti dei dressagisti ai massimi livelli.
La bellezza di questa disciplina sta nel fatto che è per ogni cavallo e per ogni cavaliere, senza distinzioni; esso è il fondamento di tutti gli sport equestri e l'unico sport equestre incluso nelle Paralimpiadi. 

Il mio primo passo per diventare un cavaliere di dressage competitivo era iscrivermi a un club ippico in zona per iniziare a dedicarmi alla competizione con mio cavallo fjord, Guus. All’inizio nessuno riuscì a capire perché volevo fare gare con un cavallo fjord: secondo tutti, un cavallo fjord può essere adatto solo al lavoro agricolo.
I loro consigli: “Vai a casa e torna con un cavallo adatto allo sport”.
Tuttavia una delle mie abitudini è che quando qualcuno dice che è impossibile riuscire in qualcosa, io voglio dimostrare il contrario o ottenere una prova valida che sia effettivamente impossibile; secondo me non c'era nulla di sbagliato in Guus per non iniziare a competere!
Io ero molto testarda e alla fine sono riuscita ad andare in concorso con Guus.

Ho finito per competere in tutte le discipline olimpiche: salto ostacoli, completo e dressage. Tuttavia Guus era molto più bravo in dressage piuttosto che nelle altre discipline e abbiamo vinto superando numerosi cavalli sportivi come kwpn e tedeschi.
In pochi anni io e il mio cavallino fjord siamo arrivati a competere ai più alti livelli nazionali nei Paesi Bassi.
Nel 2000 siamo diventati campioni regionali assoluti nella nostra categoria. Nessuno prima era riuscito a raggiungere tali livelli con un cavallo da tiro: io sono stata la prima.

Questa cosa che ogni razza di cavallo è ammessa a competere dà più popolarità e "colore" alla disciplina del dressage. Mi piace che la FEI abbia sviluppato per esempio il World Dressage Challenge: gare che si svolgono nei paesi che hanno meno possibilità di sviluppare lo sport del dressage.

Quello che manca secondo me è che quando si vedono i cavalli da dressage, tutti uguali nelle arene del dressage internazionale, non si vede la passione di un paese che difende la propria bandiera. Quando ho visto Juan Manuel MuñozDíaz e Fuego per Spagna o GonçaloCarvalhoConchinhas e Rubi per il Portogallo alle Olimpiadi di Londra 2012, ho visto dei grandi cavalieri ad alto livello fieri delle proprie origini. Cavalieri come loro dovrebbero essere più apprezzati sulla scena sportiva internazionale!

Puoi presentarci rapidamente i tuoi due cavalli? Qual è il "cocco di mamma" e come li hai scelti quando li hai dovuti comprare? Insomma, cosa ti ha colpito in loro? Cosa ti ha portato a scegliere un
cavallo d razza murgese? E' un bell'onore per l'Italia sapere che un'amazzone del tuo calibro abbia scelto un cavallo italiano al 100%!


Guus è un cavallo con il cuore di un leone. Ha una grande grinta anche se a vederlo pare molto tranquillo.

Ho Guus da 18 anni: così puoi immaginare che ha un posto speciale nel mio cuore: lui è una parte molto importante della storia della mia vita.

Il mio secondo cavallo è Carletto, uno stallone Murgese approvato. Un cavallo che mi fa ridere ogni giorni con suo scherzi.
Ho trovato Carletto a Puglia nel 2012.
Per me la storia del cavallo Murgese è molto bella e importante a causa della mia origine italiana: mia madre è nata a Roma 1947, viene da una vecchia famiglia napoletana che aveva una fattoria vicino alla città di Napoli, che era della nostra famiglia da generazioni e lì avevano anche cavalli da lavoro.
Come molti italiani del sud mia madre si è trasferita al nord e ha perso i contatti con molti membri della sua famiglia, suo padre compreso!
Prima di incontrare mio padre (olandese) mia madre ha avuto una vita molto dura che è totalmente cambiata dopo questo incontro: i miei genitori sono ancora felicemente sposati dopo 40 anni.
Con l'acquisto di un cavallo Murgese, speravo di ottenere il pezzo d'Italia che ho perso. Forse per gli italiani che vivono in Italia, questo è difficile da capire..

Quando sono andata in Puglia per cercare un Murgese, pensavo di comprarne uno morello, non credevo che alla fine avrei preso un cavallo come Carletto, testa di Ferro.

Ho domato Carletto completamente da sola e ho fatto in modo che vivesse a paddock ogni giorno, crescendo così in modo corretto e sano, socializzando con gli altri cavalli. Carletto e Guus amano farsi mutual grooming e stare in compagnia l'uno dell'altro. 
Purtroppo ci sono ancora moltissimi stalloni che in virtù del loro essere interi non possono godere di una gestione di questo tipo che è ancora poco comune, ma che andrebbe diffusa sempre più! Non volevo che rimaesse isolato come molti suoi simili. 

Cosa ne pensi dell'equitazione moderna? Che consiglio daresti a un giovane cavaliere/amazzone che desideri farsi strada in questo mondo? 

Competere dovrebbe spingervi ad essere un miglior cavaliere e trainer per il vostro cavallo.

Credo che il successo competitivo dovrebbe essere raggiunto tramite una gestione che faccia bene fisicamente e psicologicamente al cavallo.
Ci sono 3 cose nella gestione di un cavallo che non possono essere dimenticate: abbastanza foraggio grezzo (fieno o erba), abbastanza movimento in libertà, abbastanza contatti sociali con suoi simili.

Differentemente dagli umani il cavallo ha dei ritmi digestivi molto diversi e non devono ingerire grandi quantità di cibo in poco tempo: questo perché i cavalli sono fatti per pascolare 16 ore al giorno. Se un cavallo non ha accesso illimitato a foraggio grezzo (come l'erba o fieno), può presentarsi ogni genere di problema!

Iniziano a mangiare qualcos'altro, come la paglia della loro lettiera (un errore comune è mettere la segatura al posto della paglia: questo non risolve il problema!). Questo porta il cavallo a ticchiare e a ottenere altri problemi comportamentali. Se per esempio il cavallo finisce per sviluppare delle ulcere può perdere l'appetito, perdere peso e voglia di lavorare. Se non avete la possibilità di lasciare fieno o erba sempre a disposizione del cavallo ci sono alcune compensazioni per rendere il paddock o il box più sani: come dare abbastanza fieno (2 o 3 volte al giorno) oppure una buon soluzione è acquistare una “slow feeder”, riempirla di fieno per mantenere il cavallo occupato per l'intera giornata. Una slowfeeder permette al cavallo di mangiare costantemente proteggendogli l'apparato digerente e impedendogli di annoiarsi. 


Determinazione o talento? Quale di queste due componenti secondo te è più importante per raggiungere il successo? 

Diventare bravo a gestire la tua passione. Non essere arrogante a pensare che tu conosca tutto: questo è il trucco.

Devi avere la determinazione per migliorare e imparare. Il talento senza questo non ti aiuta in ogni caso. 

Credi che sia importante passare dei momenti di relax con il proprio cavallo al fine di migliorare la relazione con lui? 


Naturalmente. Per creare un cavallo che ha successo nella competizione è necessario avere PRIMA un cavallo che è felice di lavorare: non un cavallo che lavora poco volentieri e costretto a farlo. Devi rendere il lavoro divertente per lui, per esempio mettendo un po' di diversità nell'allenamento!
Consiglio di fare anche lavoro da terra un giorno, un altro giorno clicker-training o lavoro in campagna.
E' importante ricordare soprattutto le tre cose fondamentali da me citate prima!


Quanto è importante secondo te nel lavoro avere un buon feeling con il cavallo? 

E' la parte più importante!


Qual è stato il momento migliore della tua carriera con i cavalli? E il peggiore? 
Quando ho montato Guus alla FEI World Cup Dressage finale nel 2005: è stato un grande onore montare il mio freestyle là ed essere così vicino ai più grandi atleti equestri del mondo.
Quello è stato senz'altro il momento migliore.

Il peggiore? Le umiliazioni che subivo sapendo che la gente mi discriminava perché montavo Guus: c'è tanta ottusità nel mondo equestre.


Che percorso hai seguito per diventare istruttrice di equitazione? 


Mi sono laureata al Master Class Sport Equestri NHB DeurneHelicon. NHB DeurneHelicon è una delle più grandi accademie di formazione professionale equestre d’Europa. Il Masterclass è un percorso di studio di 3 anni. Per essere accettato al Master Class, uno studente ha bisogno di competere negli sport equestri a livello professionale e deve lavorare per un'organizzazione riconosciuta del settore per un minimo di 20 ore settimanali.
Ex studenti sono per esempio Imke Schellekens Bartels, Gerco Schroder (entrambi cavalieri a livello olimpico).
Campi di studio per esempio possono essere: psicologia dello sport, media-training, didattica, coaching, gestione aziendale, finanza, doping, fisiologia equina etc..
A Deurne ho anche guadagnato la patente come istruttore di Sport Equestri. Sono un membro del gruppo internazionale dei titoli accademici Equestri (IGEQ) e possiedo il passaporto di “trainer sport equestre internazionale” (anche la FISE è un membro di IGEQ).
Ho molti anni di esperienza nella formazione degli studenti in Olanda e Belgio. In Italia sono disponibile per lezioni in tutte le discipline Olimpiche al Centro Equestro “i Casali della Contessa” a Aprilia (Regione Lazio).

Durante il mio ultimo anno del Master Class Sport Equestri di NHB DeurneHelicon, sono stata scelta come Studente dell’anno tra 11.000 studenti di scuole Helicon.

Tinley / CRKBO mi ha dato una borsa di studio nel comportamento equino e dopo il Masterclass ho anche studiato per 3 anni etologia e psicologia equina. 

Qual è la tua "mission" nel mondo equestre? 

Credo molto nel benessere dei cavalli e sono anche molto appassionata degli sport equestri.
Credo che il benessere del cavallo e gli sport equestri possano coesistere allo stesso tempo, cosa che a volte sembra purtroppo impossibile. Come laureata in Terapia Comportamentale Equina, sono certificata per fare anamnesi, diagnosi, ricerca scientifica del comportamento equino. Sono formata per riconoscere lo stress cronico del cavallo, sia dovuto al dolore che alla negligenza dei suoi bisogni di base.
Il benessere degli animali nella maggior parte dei paesi è protetto dalla legge. Anche la FEI Federazione Equestre Internazionale si propone di vedere il cavallo nello sport come un ATLETA FELICE e ha rilasciato il "Code of Conduct for the welfare of the horse” (Codice di condotta per il benessere del cavallo).

Vorrei tanto migliorare il benessere del cavallo nello sport equestre. 


Visto che ti sei da poco trasferita in Italia con i tuoi cavalli: cosa ne pensi dell'equitazione italiana? 

Come in Italia, anche in Olanda ci sono leggi per proteggere gli animali.
Ma penso che l'Olanda abbia più norme spefiche riguardanti gli equini. Ci sono regole molto severe sul cibo, sul movimento e sul contatto con altri cavalli. Per esempio, in Olanda, un cavallo deve almeno stare libero 4 ore al giorno. Solo per esempio a causa di malattia, il cavallo può rimanere in box. Il cavallo deve anche avere la possibilita di essere in contatto con altri cavalli: questo è ritenuto importantissimo.

In Italia ho visto molti cavalli tutto il giorno nel box separato dai suoi simili dalle mura del box. Così il cavallo non può entrare in contatto con il vicino di box. Un cavallo è un animale da branco ed è molto sociale...isolare un cavallo così è un violenza contro la sua natura!
 Poi l’unico movimento per un cavallo in questa gestione tradizionale è quello nell'arena quando è montato dal cavaliere.
Un cavallo che è troppo isolato dagli altri cavalli chiuso in spazio piccolo, alla fine si ammalerà.
Questa forma di gestione costa anche molti piú soldi. Io penso che il benessere dei cavalli non dovrebbe essere forzato con leggi severe come in Olanda. Credo che una conoscenza migliore porta a migliori azioni.
La tradizione deve essere sostituita con un po' di buon senso e con la conoscenza scientifica di questo secolo.

Metti per esempio al posto della parete laterale, barre di ferro invece che un muro. Questa piccola differenza già aiuta il cavallo a vivere meglio. Così il cavallo può vedere ed entrare in contatto con il suo vicino e non è prigioniero del tutto.
Purtroppo ho visto molto cavalli isolati che hanno sviluppato comportamenti ossessivo-compulsivi, come il ticchio e "il ballo del orso": le uniche soluzioni a questi problemi sono rappresentati da una gestione differente aiutata da una conoscenza migliore del mondo del cavallo.

Un cavallo con questa gestione non dà il suo meglio in gara e diventa più delicato e più soggetto a problemi fisici.
Il fisico del cavallo é fatto per fare movimenti la maggior parte della giornata. 

Come ti approcci a un cavallo che non conosci per iniziare a lavorare con lui? 



A me piace iniziare con il lavoro da terra prima di salire in sella. Non puoi essere un vero team con il tuo cavallo se prima non impari a conoscerlo e a farti conoscere da terra.



Cosa ne pensi dell'utilizzo di testiere come la bitlessbridle? Le usi o le useresti? 


L’interno della bocca del cavallo è una parte del corpo molto sensibile e delicata. Montare con il filetto non è necessariamente una cosa cattiva, è importante saperlo utilizzare correttamente però!
Alcuni cavalli sono molto meglio da montare senza filetto, utilizzando invece una BB. In Olanda puoi fare gare di dressage con la bitless bridle fino al livello L2 (un livello comparabile con i livelli dressage di FISE tra “F” e “M”).
Penso che vedremo presto molti più cavalli in BB nelle competizioni in futuro, magari tra 30 anni vedremo Valentina Truppa alle Olimpiadi senza imboccatura!
La BB è inoltre un'ottima soluzione per cavalli con problemi alla bocca, ai denti e alle mandibole; si usa con successo anche su cavalli traumatizzati a causa dell'uso improprio del filetto!
In ogni caso a me piace alternare e cambiare: Guus lo monto per esempio anche con il “neckrope” o addirittura senza niente. 

Cosa ne pensi dei metodi cosiddetti naturali (es: Parelli, Monty Roberts, etc...)?

Sono felice che Monty Roberts e Pat e LindaParelli - per citarne alcuni - abbiano aperto la strada a un altro mondo di gestire il cavallo. Hanno sviluppato metodi che sono accessibili a tutti e hanno aperto un mercato per il Natural Horsemanship. Rispetto molto questi metodi e sono grata della loro esistenza.

Io tuttavia preferisco la scienza ai guru. Vado a modo mio, diciamo.
Dopo il Master Class Sport Equestre, ho studiato 3 anni etologia e psicologia del Equino e ho il titolo di studio “Terapeuta Comportamentale Equino”.
Nel mio studio ho studiato per esempio Pavlov, Skinner e conosco bene i principi di apprendimento.
Questo conoscenza io la uso per l'addestramento dei cavalli e quando insegno ai miei studenti. Con un cavallo felice si può ottenere molto di più nello sport e in generale nel rapporto uomo-cavallo. A me piace di usare anche il rinforzo positivo con trick-training e clicker-training. Questa formazione è una buona varietà per il cavallo che impara a conoscersi e ad essere creativo e pieno di risorse come è naturalmente.



mercoledì 9 ottobre 2013

Patience when you have nothing - Riflessione

Volevo scusarmi per l'assenza di questi giorni, ma sto avendo giornate piuttosto frenetiche!
Intanto grazie a tutti per il raggiungimento (e ormai superamento!) delle 5000 visualizzazioni! Solo un paio di mesi fa sicuramente non ci avrei mai sperato. Mi auguro di riuscire a dare sempre il meglio per me e per voi che mi leggete. 

Se avete qualche suggerimento sapete come contattarmi e vi prego di farlo!

Aggiornerò presto il blog con nuovi articoli che attualmente sono in work in progress.

Stay tuned 
F


These two things will define you:
Your patience when you have NOTHING,
and your attitude when you have EVERYTHING.

Don’t give up yet. When everything feels as though it is falling apart, the universe is already busy putting it all back together. So have patience. Just because something isn’t happening for you right now, it doesn’t mean that it will never happen for you. The best things come to those who wait. Why not enjoy yourself in the meantime?

Vi lascio con questa frase che è un po' il mio mantra negli ultimi giorni: sto attraversando un piccolo periodo di crisi sotto vari punti di vista, ma la PAZIENZA è tutto ciò di cui ho bisogno.

Purtroppo la vita non è sempre rose e fiori e non lo è nemmeno in sella. 
Ringrazio ogni giorno la mia cavalla di esserci semplicemente perché già così è un grande regalo, ma ci terrei a precisare una cosa: il mondo dell'equitazione è un ambiente piuttosto difficile per chi vi entra senza alle spalle una famiglia di appassionati o di facoltosi.

Purtroppo non si può fare a meno di perdere la pazienza vedendo amazzoni e cavalieri evidentemente sostenuti dai mezzi economici piangersi addosso, cambiare cavalli in continuazione e definirsi degli sfortunati svantaggiati: non è da tutti essere campioni ed è ovvio che ci sono vari livelli di disponibilità economiche, ma quello che cerco di ripetermi sempre io è che già possedere un cavallo è un'immensa fortuna sotto molti punti di vista e che per questo devo ringraziare la mia famiglia e la mia buona stella per avermi permesso di arrivare a definire MIA Fabrizia. 
Definirsi "privi di mezzi economici" quando ci si può permettere di andare in gara in concorsi di tre giorni almeno una volta al mese o più, quando si può cambiare un cavallo all'anno e quando i cavalli in questione sono già atleti di un certo livello è un vero schiaffo alla miseria e a chi, ogni giorno, si ammazza di sacrifici per avere anche solo una mezza fida o un carnet di lezioni in maneggio.
Trovo veramente deplorevole lamentarsi perché sia ha SOLO il cap GPA, SOLO un cavallo con cui fare le C120, lamentarsi perché si può fare SOLO una gara al mese.

Il vittimismo purtroppo è qualcosa che va molto di moda nel nostro ambiente, anche perché è ovviamente un mondo d'élite e ci sarà sempre il ricco più ricco degli altri ricchi (scusate il gioco di parole), ma pregherei tutti i FORTUNATI che vanno in giro agghindati come alberi di natale con pantaloni Sarm Hippique, giacche Animo, con il culo su sulle Prestige o altro di TACERE sulla propria terribile sfortuna e di imparare a sorridere, ringraziando il cielo per l'immenso regalo che gli è stato concesso: poter realizzare, almeno in parte, i propri sogni.
C'è chi non può permettersi nemmeno il costosissimo lusso di formulare un sogno o un desiderio: cerchiamo di avere rispetto per chi è VERAMENTE meno fortunato, per chi è strozzato dalle tasse al punto da non poter vedere cavalli se non con il binocolo, per chi fa una fatica immensa anche per montare il cavallino della scuola che tanto denigriamo.

Trovo vergognose alcune ragazze della mia età che si struggono di vittimismo sul web perché, poverine, possono fare solo le C115 o solo F in dressage.
Questo è un vero schiaffo a chi porta veramente il nome di svantaggiato, senza sicuramente farsene una vanto su Facebook per ottenere like e contatti.

domenica 6 ottobre 2013

Horses Inside Out - La filosofia del chiedere il perché

Ciao a tutti! Oggi volevo invitarvi a una riflessione presentandovi qualche video veramente interessante. 
Credo che alla base del nostro sport - che è quasi un'arte! - ci sia il "porsi delle domande". Ci sono veramente tanti metodi in giro, tanti guru - ciarlatani o effettivamente validi che siano..-, tanti presunti insegnanti (che vorrebbero portarti a fare le C120, ma poco importa se non sei in grado di fare correttamente le fasce al tuo cavallo!) e saputelli sul web.
Io non pretendo di insegnare nulla con il mio blog: come potete evincere facilmente dagli articoli che riguardano me e la mia cavalla ho molto da imparare e il blog nasce essenzialmente dal mio desiderio di informarmi e di conoscere per migliorarmi (anzi..migliorarci!).


Detto ciò. Vista la gran varietà di idee (e mezzucci) che ci sono nel mondo dell'equitazione ho fatto del "Porsi delle domande" la mia regola di vita.
Davanti ad un istruttore - titolato o meno - il mio consiglio è sempre lo stesso: chiedersi se siamo effettivamente d'accordo con i suoi metodi e con le sue idee prima di prenderli per oro colato.

Questo sicuramente è un buon modo per sperimentare, farsi una propria mentalità e progredire, assorbendo come una spugna e selezionando conoscenze più o meno valide. 
Questo ha portato me alla Bitless per esempio.
Detto ciò una mia amica mi ha mandato un video interessantissimo chiamato HORSES INSIDE OUT.
Bene, dal titolo già capiamo molto, ma il punto è proprio questo: conosciamo un mare di imboccature, redini di ritorno, aggeggi vari, ma sappiamo veramente come è fatto il nostro cavallo ALL'INTERNO?


Conoscere l'anatomia del cavallo può aiutarci moltissimo nel scegliere i metodi di lavoro e di addestramento da seguire, escludendone a priori altri.
In questo video - per altro questa tecnica all'estero pare essere conosciutissima! - il cavallo viene pitturato letteralmente (suppongo con colori adatti alla pelle e facilmente rimovibili con l'acqua.) disegnando sul suo corpo fasci di muscoli, articolazioni e ossa. 
Qui potete trovare la loro pagina Facebook: Horses Inside Out on Facebook. 

Io trovo veramente interessante questa iniziativa: dopotutto tutti noi siamo d'accordo che il rollkur è dannosissimo per il fisico del cavallo (lo siamo tutti...vero?), ma vedere cosa comporta il piego del collo sulle ossa e sui muscoli del cavallo "in diretta" può essere utile per intuire quanto negativi possano essere gli effetti dell'iperflessione! 
Questo ovviamente si può coniugare in ogni disciplina: sarebbe interessante infatti vedere come si muove lo scheletro equino durante un salto o durante il trotto medio. 
Credo che ognuno di noi dovrebbe farsi un giro sulla loro pagina web anche solo per farsi un'idea della meravigliosa complessità dell'essere che ci permette ogni giorno di sentirci grandi, forti e coraggiosi come lui.



Vi lascio con questi splendidi video e con una citazione "rubata" da una rivista di settore, sperando di aver ispirato in voi domande affamate di risposte. 
Questo furto non ha direttamente a che fare con "Horses Inside Out", ma credo sia importantissimo condividerlo perché rappresenta una parte delle convinzioni che sono nate in me ponendomi domande e facendo nascere dubbi.


" Le Redini di ritorno, la svendita dell'equitazione:
Le redini di ritorno potenziano l'azione dell'imboccatura sulle barre e la sua azione di base va dall'avanti all'indietro.
Rimane incomprensibile come si possa tollerare un simile strumento nell'addestramento, soprattutto nelle mani inesperte e in quelle di chi ne abusa per incapacità a lavorare il proprio cavallo.
Molti problemi come difficile cavalcabilità, difese, zoppie e molto altro sono spesso il risultato di tensione e di uso di redini di ritorno.
La maggior parte dei cavalli con problemi fisici non sono malati, ma montati male.
Nella foto redini di ritorno tesissime, chiudibocca e capezzine stretta: il peggio del peggio..."
(Cavalli Campioni)

La foto non è ovviamente la stessa che è stata utilizzata dalla rivista, ma purtroppo è fin troppo facile trovarne di molto simili in giro per il web.
Ognuno poi ne può trarre le sue conclusioni.

F. 

Grazie a F.G.

venerdì 4 ottobre 2013

Un giorno come un altro

Ciao a tutti! Oggi volevo parlarvi un po' della giornata di ieri: a parte il fatto che è stata incasinatissima, sono andata a montare nel pomeriggio dopo l'università. 
Fabrizia Gennaio 2013

Che dire? Fabrizia sembra essersi ambientata fin troppo bene al posto nuovo, al punto che al momento sembra più interessata ai suoi nuovi vicini di box piuttosto che a me! In ogni caso l'ho sellata e abbiamo fatto una breve sessione di lavoro nel campo coperto! 

Al passo e al trotto si è comportata in modo eccellente, molto più rilassata rispetto al giorno prima, anche se sempre in avanti e attenta a tutto: gli unici momenti di difficoltà sono stati quelli dovuti all' "incontro" con le finestre.
Dovete sapere che il campo coperto, che si trova all'interno del complesso delle scuderie, ha quattro finestrelle nel muro per fare entrare più luce. Quei fasci luminosi spaventavano terribilmente Fabrizia: è noto infatti che le finestre siano dei pericolosissimi mostri-mangia-cavalli. 

Fabrizia Gennaio 2013
Nonostante questo ho mantenuto la calma il più possibile in modo da non trasmetterle tensione (conosco la mia pollastra ormai!) e l'ho accarezzata più volte parlandole in modo dolce e con un tono di voce basso mentre la facevo passare davanti alle finestre. 
Mi rendo conto che molta della tensione da parte sua è dovuta dal cambiamento (per esempio aveva paura di un triciclo per bambini! Altro predatore naturale del cavallo!), ma anche al fatto che io so bene che alcune cose la spaventano. Sembra assurdo, ma lei riesce a percepire ogni minimo cambiamento del mio umore e, ovviamente, questa mia consapevolezza contribuisce a renderci entrambe più agitate; dovrò ricominciare a montare con le cuffie nelle orecchie per rilassarmi.

A proposito, voi lo fate? E' un metodo che consiglio altamente per rilassare il corpo e per annullare le tensioni.
Potrete pensare che potrebbe essere pericoloso visto che così non riesco a sentire i rumori e non sono pronta ad eventuali scarti di paura, ma il bello è proprio qui: quando io per prima non mi preoccupo per quello che accade intorno a noi proprio perché non lo sento Fabrizia smette di curarsi di ciò che le fa paura e si fida di me e della mia calma. 

Spero che il metodo funzioni anche qui, in questo ambiente nuovo e ancora tutto da scoprire.
In ogni caso anche al galoppo si è comportata in modo molto positivo considerando il tutto: ovviamente galoppava in modo molto energico e attivo e ha fatto un paio di sgroppate, ma sono soddisfatta del risultato.

Subito dopo ho lavorato al trotto e al passo sulle flessioni (il famoso esercizio di cui ho parlato qui!) e su un po' di cessione alla gamba.
Ho premiato la mia cavalla con una buona mezz'ora di paddock durante la quale non ha fatto altro che trottare avanti e indietro e chiamare la cavalla che c'era nel paddock più in là. E' la solita.


Mi dispiace non avere fotografie di tutto questo, ma prometto che la prossima volta porto la macchina fotografica e vi tempesterò il blog di foto!
Per il resto mi rendo conto che avrei mille cose da fare: tosare Fabrizia, regolarle coda e criniera che stanno diventando veramente selvaggi e acquistare un po' di attrezzatura, a partire dai paraglomi.


Anzi, a proposito di paraglomi: mi sento di consigliare a tutti i paraglomi Professional's Choice ossia questi qui a fianco.
Li ho usati per molto tempo con Fabrizia prima che si rompessero (avendoli comprati usati non erano perfetti!), anche se in realtà la rottura è circoscritta al velcro di chiusura. Tutto questo è per altro accaduto in passeggiata dove si sono impigliati in un legnetto!
In ogni caso...sono paraglomi da monta americana! O almeno, io questo l'ho scoperto molto dopo che li avevo acquistati a un mercatino dell'usato. 
Ebbene, devo assolutamente consigliarli anche a coloro che praticano monta inglese perché tra tutti i paraglomi che ho visto in vendita ritengo siano i migliori!
Innanzitutto sono fatti di un materiale di ottima qualità, sono sobri ed eleganti, ma soprattutto robusti ed efficienti e, cosa più importante, sono comodi per il cavallo!

Perché? Beh, dalla foto potete vedere l'imbottitura superiore che sicuramente evita fastidiose fiaccature in cui altrimenti si potrebbe incorrere e, poi, all'interno, nella parte posteriore, sono dotati di una rientranza che gli permette di rimanere in perfetta posizione e di non ruotare quindi sull'arto del cavallo surriscaldandolo e creando - ancora - delle dolorose fiaccature!
Non da ultimo sono disponibili in moltissime  colorazioni, anche se io consiglierei un bel nero: classico e sobrio.
Non sono esattamente low cost, ma io credo ne valga veramente la pena! Voto 10! 

Dopo questo momento di "consigli per gli acquisti" vi volevo ricordare che FIERACAVALLI a Verona si avvicina! Chi di voi ci sarà?

Vi saluto con una frase che ritengo molto importante:

"Un piccolo gesto può avere un grande significato"
Di Dario Marchi


L'ho trovata su internet ma mi ha fatto molto riflettere su quello che noi significhiamo per i nostri cavalli: il rapporto tra cavallo e cavaliere è unico, esclusivo oserei dire. Spesso e volentieri rappresentiamo l'unico punto di riferimento stabile per il nostro cavallo, oltre ad essere l'unico momento di svago e - possibilmente! - di divertimento.
Credo sia quindi importante ragionare sui nostri gesti e su quello che siamo disposti a fare per i nostri amici, perché anche una carota, una carezza o una parola dolce possono voler dire tanto per degli animali che, nonostante siano così forti, dipendono in tutto e per tutto dalle nostre scelte: dalla scuderia che scegliamo per loro, dall'imboccatura che attacchiamo alla testiera, dal cibo che decidiamo di dargli.
Penso sia importante ragionarci su!

F.



Fabrizia Ottobre 2012

mercoledì 2 ottobre 2013

Just a Horse?

"Di quando in quando, la gente mi dice: “Su, è soltanto un cavallo”, oppure “Sono un bel po’ di soldi: è soltanto un cavallo!”

Queste persone non capiscono le distanze percorse, il tempo impiegato e i costi “soltanto per un cavallo”.

I momenti più belli della mia vita sono accaduti “soltanto per un cavallo”. Ore infinite sono passate e la mia unica compagnia era “soltanto un cavallo”.

Alcuni dei momenti più tristi sono stati causati da quello che era “soltanto un cavallo” e in quei giorni oscuri, il tocco gentile di quel “cavallo soltanto” mi ha dato la forza di arrivare alla fine della giornata.

Se pensi “è soltanto un cavallo”, allora probabilmente capisci frasi come: era “soltanto un amico”, era “soltanto un’alba”, era “soltanto una promessa”.

E’ “soltanto un cavallo” a portare nella mia vita l’essenza più profonda dell’amicizia, della fiducia e della gioia più sconfinata.

E’ “soltanto un cavallo” a far emergere in me la compassione e la pazienza che mi rendono una persona migliore.

In virtù di quello che è considerato “un cavallo soltanto”, io mi sveglio presto, faccio lunghe passeggiate e guardo al futuro con gioia e speranza.

Così per me e per gente come me, non è “soltanto un cavallo” ma l’incarnazione di tutte le mie speranze e i miei sogni per il futuro, i ricordi più commoventi del passato e la pura gioia del momento presente.

Quello che è “soltanto un cavallo” tira fuori quello che c’è di meglio in me e allontana i miei pensieri da me stessa e dalle preoccupazioni della giornata.

Spero che un giorno quelle persone possano capire che questo non è “soltanto un cavallo” ma una creatura che mi restituisce la mia umanità e che mi permette di essere molto più di “un essere umano soltanto."

F + F 


Oggi primo giorno di lavoro nel nuovo maneggio!
Fabrizia era comprensibilmente sull'attenti, ma in realtà sono veramente soddisfatta! Domani dopo un po' di lavoro leggero le concederò l'ennesimo giorno di riposo: io sono fatta così! Più riesco a vederla serena e soddisfatta più sono contenta.
Ora dobbiamo ricominciare piano piano a lavorare esplorando passo dopo passo tutto il nostro nuovo centro ippico!
Considerando però che era la prima volta nel campo coperto, con tutti i rumori nuovi etc...posso dichiararmi più che soddisfatta dato che a parte qualche sgroppata di ordinaria amministrazione, le orecchie sempre in attesa di captare rumori e un po' di agitazione generale è stata brava! 10 + alla mia bambola. Quanto la adoro!

martedì 1 ottobre 2013

Centri Ippici d'Italia: il cuore della passione. Centro Ippico Bellaria by Sara Chiesa

Centri equestri luccicanti e splendenti, ricoperti di aiuole e pratini all'inglese? No grazie!
O meglio...non solo!
Mi sono ispirata, per quella che spero diventerà una rubrica del blog, alla nuova trasmissione di Class Horse TV (lo ammetto, lo guardo anche io! Dopotutto non ci si può perdere l'occasione di vedere dei cavalli in televisione!) dedicata ai migliori centri ippici italiani.

Mi è sembrata una bella iniziativa per mettere in luce i maneggi più meritevoli, ma, come specificato nella pubblicità, sempre ponendo un accento importante su concorsi ed eventi agonistici.
Non c'è nulla di male in tutto questo, anzi, il buon lavoro deve essere sempre premiato a mio parere, ma poi ho pensato: e tutti quei piccoli centri ippici, fatti di passione e amore per i cavalli...dove li mettiamo?
Mi è subito balzata in mente quindi questa idea: perché non creare una rubrica che metta in mostra il più possibile le piccole realtà italiane del mondo equestre?
Dopotutto spesso i grandi colossi si dimenticano che tutta l'equitazione italiana deve molto ai piccoli centri: dai piccoli centri emergono spesso grandi talenti, i piccoli centri portano i loro allievi in concorso, permettendo ai grandi maneggi di acquistare prestigio (e soldi aggiungerei!), i piccoli centri tesserano i loro soci presso le federazioni equestri ed è nei piccoli centri - e non solo - che spesso risiede un'infinita passione per quell'animale stupendo che è il cavallo.
Ovviamente le parole chiave devono sempre essere passione e rispetto per i nostri amici mangiacarote.

Ho già parlato del mio nuovo maneggio e di quello in cui stavo in precedenza, ma ora è il momento di lasciare spazio agli altri!
Apro questa rubrica parlando del Centro Ippico Bellaria, un piccolo maneggio che...beh, ve ne parlerà meglio Sara Chiesa, che ha visto nascere questo centro equestre e che lo porta avanti, ogni giorno, con passione e determinazione.




Centro Ippico Bellaria & Sara Chiesa



F: Ciao Sara! Innanzitutto potresti presentarti e parlarci un po' di te? Raccontaci un po' di come nasce la tua passione per i cavalli e della tua storia nel mondo equestre!
Ciao a tutti amici, sono Sara Chiesa, istruttrice e addestratrice di monta inglese, specializzata nella disciplina del salto ostacoli. 
Sono cresciuta con un istruttore meraviglioso, bravo come cavaliere e molto adatto al titolo d'insegnante. Mi ha fatta arrivare a livelli che non pensavo nemmeno lontanamente di raggiungere, fino a spronarmi a fare un corso Tecnici FISE. Andando avanti, ho capito che questa era la mia strada e, raccogliendo tutta l'esperienza accumulata, ho aperto un mio centro ippico con giovani allievi e ragazzi adolescenti.
 Purtroppo questa disciplina è costosa e, per ammortizzare i costi, ho affiliato la mia associazione alla Sef-Italia, così da permettere a tutti di avvicinarsi a questi splendidi animali, ma soprattutto, poiché l'ente nazionale più famoso in Italia inizia a diventare un po' troppo monotono, costoso e snob. 
Proprio i costi stanno facendo decadere alcune discipline, una di queste è quella dei trottatori. Oggi molti allevatori sono costretti a vendere o nelle peggiori prospettive, di mandare al macello questi cavalli. Molta gente, come me, sta cercando di salvare alcuni di questi esemplari, mettendoli a sella e addestrandoli nelle varie andature; ma questo lavoro non è semplice, specialmente perch questi cavalli, per la maggior parte, sono spaventati dall'uomo a causa di maltrattamenti.
In questa categoria pero' non vi sono solo i trottatori, troviamo anche comuni cavalli ( come Colby ) un grigio di 1.80 al garrese con il vizio di mordere... Colby avrebbe fatto una brutta fine se non fosse arrivato qui da me e poi passato nelle mani di una ragazzina di 14, ora sua proprietaria. 
Insieme sono diventati uno dei migliori binomi che ho nel Centro Ippico.

F: Da tutto ciò è nato il C.I. la Bellaria...qual è stato il percorso che ti ha portata alla creazione di questa attività?
Il percoso è stato molto semplice, ODIO vedere il cavallo come un oggetto, odio vedere bambini buttare via i propri amici a 4 zampe solo perché cambiano categoria, odio spendere tantissimi soldi perché devo avere un cavallo che salti grosso.... ODIO tutto questo e, da qui, nasce il CIRCOLO IPPICO BELLARIA a BIANZE', un centro dove tutti possono avere una possibilità, costi contenuti e un clima famigliare che ( non per vantarmi per carità ) molti centri possono invidiare.... Da qui nasce tutto quello che oggi potete vedere.

F: Ci fai una rapida presentazione del maneggio e delle sue strutture e dei servizi che offre ai clienti?
La struttura presenta: un campo 50X30 con steccato in legno piu bindella elettrica, usato anche come paddock per mettere fuori i cavalli (ancora per 2 anni non ci possono vendere il terreno davanti a noi), lavaggio coperto per 2 cavalli, scuderia interna con 4 box 3.20 X 3.20 e poste per legare i cavalli, scuderia esterna con 4 box 3.20 X 3.20 e poste per legare cavalli, scuderia esterna con 6 box 3 X 3.. (3 box sono ancora liberi) selleria riscaldata, spogliatoio club house, parcheggio... 

Tutto questo è in continuo miglioramente ed espansione, come detto in precedenza il centro è a livello famigliare, quindi i lavori hanno la loro tempistica.

F: Qual è la cosa più importante che tieni sempre a mente nel gestire il tuo centro ippico?
La cosa che tengo sempre a mente è "devo far divertire la gente": la verità è che nell'agonismo vanno avanti le persone con i soldi, le persone che possono permettersi cavalli super, anche se loro poi sono i primi a non saper stare in sella. 
Pisy
Da me la cosa importante è che il binomio si diverta, che si impari qualcosa di utile e soprattutto che si rispetti il cavallo in tutto e per tutto, a cominciare da fargli il box.. Ci si dà una mano l'uno con l'altro nelle varie attività dal fare i box, al girare o montare il cavallo che rimane fermo poiché per esempio la padroncina è a scuola o lavora.


F: Cosa ne pensi dell'equitazione moderna e in particolare di quella italiana?
L'equitazione moderna è tutta puntata su un'unica cosa, l'apparenza! Tutti vogliono un coperto, vogliono un tondino, vogliono il box della Rinco, vogliono il paddock.... vogliono vogliono vogliono,... ma chi veramente vuole la salute del proprio cavallo?? Noi non abbiamo coperto, ma sono 6 anni che le mie allieve montano sotto la pioggia e non è mai capitato nulla, mentre per quanto riguarda me sono 25 anni che monto sotto pioggia, vento, neve.... Il lusso è quello che si guarda a prescindere, dal cap GPA allo stivale lussuoso... Invece di prendere un sella "comoda" per il nostro cavallo, si preferisce prenderne una alla moda, magari che ci fiacca il cavallo dopo mezzora di lezione. Questo pero' è colpa degli istruttori per la maggior parte delle volte, non sanno educare al mondo equestre i propri clienti e allievi.

Bettha

F: Ci parli dei tuoi cavalli? Cosa ti ha spinto a sceglierli?
Poiché non sono così tanti ve li descriverò uno a uno!

Pisy: Haflinger di 8 anni, selezionata come fattrice e approvata per la riproduzione, trovata su internet e svalutata poichè il proprietario doveva liberarsene.. Cavallina montata una volta l'anno, palesemente spaventata per la doma.. Ora fa lezione con i bambini e con adulti, salta 110 cm ( in libertà fino a 120 cm ) ed è dolce e pacioccono come un cane troppo cresciuto

Winny: Argentinello pezzato baio, 5 anni proprietaria una ragazzina di 14 anni, cavallino arrivato da me a luglio di quest anno, la bocca era distrutta, spaventato e picchiato per farlo partecipare alle gare di horse ball, ora rimesso a posto, è diventato un cavallino tranquillo e mansueto, senza più paura delle persone.

Bobble: Ultimo arrivato, pony di 1.20 al garrese pezzato sauro... 2 anni ed è uno stalloncino, in fase di doma... Devo dirvi pero' la verità, l'ho trovato su subito in vendita, non ha uno storia tragica, la mia sfortuna è che me ne sono innamorata a prima vista e ora ho un cagnolino al posto di un pony, domenica ha saltato la porta del box ( 1.25 cm ) perché non vedeva più "papa' e mamma bipedi!

Colby: Italiano grigione di 180 al garrese, padroncina di 14 anni... Il cavallo è stato salvato da una morte certa poiché continuava a ferire persone e bambini, ma qui da noi non ci si scoraggia, e quindi? Una semplice museruola e via il cavallo in sella è perfetto per la scuola, perfetto per il salto e anche in campagna, un po' di attenzione e amore hanno risolto in parte un problema quasi insormontabile.

Bettha: Mia ex cavalla da gara, baia, ora nelle mani della sua padroncina di 16 anni, Bettha è sempre stata con me, sono 12 anni che è al mio fianco e ora è un cavallina fantastica, per principianti ma anche per esperti, rispettosa e dolce.

Dylan: Lui è il mio gioiello, il mio nonno, il mio trottatore baio scuro dagli occhi limpidi. Dylan ha 26 anni, quasi 27... siamo cresciuti assieme e mi ha insegnato a trottare. Arriva da una serie di sfortunati eventi, denutrito e privato della dignità. Arrivato nelle nostre mani è stato subito messo in lavoro diventando un perfetto cavallo da concorso, da passeggiata e da cortile Ora non è più nell'agonismo, è in pensione anche se fa lezioni tranquille o delle passeggiate, e ogni tanto ha il compito di mettere in riga i puledrini.

Lucky: Lei è la mia cavalla, trotterina di 8 anni, baia scuro, salvata direttamente dal camion del macello, spaventata dall'uomo e da tutto quello che non riguarda o che non assomiglia a un cavallo.. Presa nell'ottobre scorso e messa in lavoro. Lucky non si faceva prendere da nessuno al di fuori di me, ora fa lezione con due mie allieve, salta 135 cm e ha fatto garettine ( a livello amatoriale come tutte le competizioni a cui partecipiamo ) arrivando a finire un percorso con 0 penalità da 110 cm, è il mio orgoglio!!

Camilla: Lei è una cavallina spagnola, 16 anni grigia, presa per tirare una carrozza ma troppo spaventata per poterlo fare, messa a sella e lavorata da una ragazzina che all'epoca aveva 12 anni, ora è metà di mia proprietà e metà sua, la cavallina salta e lavoro in piano solo con poche persone, poichè ancora sensibile nel costato quando si mette la pressione con le gambe. Perfetta per qualsiasi persona in campagna li diventa quasi un cavalla a dondolo.

Inny: Questa ponetta è fenomenale, sa essere simpatica come isterica, ha 16 anni ed è grigio trotinata, arrivata dalla francia 6 anni fa con la bocca e i denti spaccati, montata 1 anno e mezzo in hackmore, poi filetto, e ora con un elevatore ad aste poiché tende a non alzare la schiena. Proprietaria la mia prima allieva Alessandra, non che mia futura collaboratrice, Inny fa gare da 80 cm ma stiamo lavorando per salire almeno di una categoria.
Inny


Lady: Appaloosa di 5 anni, domata e addestrata all'americana, ebbene si ogni tanto mi tocca anche la monta western lady arriva da una famiglia che la viziava in tutto per tutto, a due anni era ingestibile, non perché cattiva, ma perché se non le piaceva una cosa non doveva farla assolutamente. ora cavallina tranquillissima e ideale per passeggiate in gruppo o in solitaria.

Peter e Poly: Lasciati per ultimi ma non ultimi.... sono i miei due demonietti.... Peter shetland morello di 11 anni e ora grande amico di Bobble, Poly falabella sauro di 13 anni... loro due sono delle pesti, fanno divertire le bambine con piccoli rodei, si fanno coccolare tutti, ma nello stesso tempo sanno farsi rispettare.. Poly è un pony da compagnia, mangia e dorme mentre Peter è usato per i piccini e fa percorsini di 60 cm.

Questi sono i miei animalacci ognuno con il suo carattere, belli o brutti, bravi o meno... Ma sono i miei "super cavalli"!!!!


F: Quando devi acquistare un cavallo per un cliente o per la scuola cosa guardi per prima cosa?
Principalmente guardo che il cavallo sia diritto e non abbia problemi di salute, poi tutto dipende da quello che sa fare il cliente, se è già abbastanza esperto punto sui cavalli da salvare, come trotter, galoppini etc.
 Se è un principiante punto a un cavallo già con esperienza, magari con qualche problemino da aggiustare ma comunque gestibile, non è facile scrivere questa risposta, perché alla fine IO guardo una cosa di un cavallo. Lo guardo negli occhi e se mi innamoro bhe è fatta!
I cavalli della scuola invece sono una categoria a parte, poiché uso tutti miei ex cavalli da concorso, mi fido di loro e loro di me, sono tutti addestrati con la voce e quindi più facile per me da gestire a terra.


F: Ti riterresti soddisfatta dei risultati che hai raggiunto fin ora? Qual è il tuo prossimo obbiettivo? 
Sono più che soddisfatta!
La gente inizia a frequentare il centro, le allieve ricevono tanti complimenti, idem i miei cavalli, il maneggio inizia a prendere forma e la gente inizia a parlar male di noi...
Voi penserete "questa è pazza, se parlano male di loro c'è qualcosa che non va!!" Ragazzi/e mia nonna diceva sempre "Che parlino bene, che parlino male.... basta che parlino..... e se parlano male è perchè hai fatto centro".In futuro? Migliorare sempre di più, in primis io come istruttore, poi i miei cavalli e le miei allieve/i.



F: Qual è il tuo motto e la tua filosofia di vita tra i cavalli?
La filosofia è: Vivi e lasciali vivere non togliamo onore e rispetto a questi animali splendidi, trattiamoli come tali e facciamoci insegnare l'umiltà: loro ne sono più che capaci.
Il mio motto?? Bhe è uno solo, tratto da un bellissimo film "L'uomo che cavalcava nel buio".... Occhi limpidi e cuore puro, davanti al muro della morte!!


F: Insegni ai tuoi allievi a passare del tempo con i cavalli anche al di fuori delle lezioni? Credi sia importante che i bambini - e in generale tutti i cavalieri, soprattutto alle prime armi - passino molto tempo a spazzolare e accudire i loro animali?

Certo che sì, le mie allieve/i sin dalla primissima lezione spazzolano i cavalli o i pony, puliscono i piedi e con il mio aiuto sellano. 
E' molto importante curare il cavallo per aver un migliore approccio e rapporto di fiducia. Un'altra cosa che fanno è pulire i box, rafforza ancora di più i rapporti e nel frattempo insegna all'allievo a prendersi cura del proprio animale. Molta gente a casa propria tiene un cavallo senza sapere come affrontare le faccende quotidiane di cui ha bisogno: come la scelta del fieno migliore, il fondo per il box, la pulizia o la semplice cura di base dell'animale.

F: Ospiteresti uno stage nel tuo centro ippico? Se sì, di che genere potendo scegliere?
Lucky
Purtroppo il centro è ancora piccino, sono solo 2 anni che ho aperto, ( 8 anni che insegno ) bisogna ancora migliorare la struttura, ma con i tempo che corrono ci vuole del tempo poiché i soldi sono quelli che sono... Faccio già degli stage interni dove gli allievi dormono in tenda qui in maneggio, stage di due giorni con a mattino il salto e al pomeriggio il dressage, nel prossimo anno volevo aggiungere due fattori, una presenza veterinaria dove insegnerà alcuni trucchi per garantire una buona salute del proprio cavallo e come riconoscere sintomi tipo di coliche, zoppia ecc ecc e una giornata con il maniscalco per vedere le varie ferrature, il pareggio e sintomi come tarli, laminite ecc ecc

F: Cosa devono fare i centri ippici oggi per emergere secondo te?
Non c'è una regola per emergere in questo ambito, purtroppo tra noi centri c'è molta concorrenza ed è per questo che nasce il clima famigliare da me creato. 
Nel mio centro bisogna essere tutti amici, non c'è discriminazione dal socio più "ricco" a quello più "povero" se cosi si può dire. Da noi l'unica regala è il rispetto per il cavallo e per il prossimo, imparare a stare in sella, a gestire l'animale e a prendersi cura di lui. Non c'è abbigliamento costoso, il cavallo più addestrato. Il Centro Ippico Bellaria nasce dalla passione che mi accompagna da quando sono nata, nasce dalla voglia di avvicinare i ragazzini e gli adulti senza rivalità, senza pregiudizi, cercando di essere umili e imparare giocando con il nostro amico...
Infatti il nostro motto è: "Giocando formiamo campioni!!"

F: Infine...ci parli di un cavallo speciale?
Sai Francesca devo dirti la verità, non c'è un cavallo speciale, poiché tutti i miei cavalli sono speciali nel loro "essere"... Chi fa le facce buffe per una brioches, chi salta fuori dal box per venire a cercarmi, chi mi segue ovunque in campo mentre l'allieva fa lezione, chi mi chiama tutte le volte che passo in cortile.... Ogni mio cavallo al mattino riceve una carezza sul testone prima della colazione, e una alla sera prima della cena... Sono tutti speciali perché nel loro "piccolo" danno cuore, zampe e anima!!

By Sara Chiesa

F.