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lunedì 23 settembre 2013

La valutazione soggettiva del fieno

Ciao a tutti! 
Ho passato l'intera serata a documentarmi su piante officinali, prodotti naturali e pastoni per la mia cavalla.
L'alimentazione del cavallo è un aspetto che mi affascina parecchio perché, dato che sono un'amante del buon cibo, non vedo perché non cercare di dare il meglio anche alla mia cavalla.

In sintesi, dopo aver navigato in lungo e in largo per internet, cercando una ricetta per un pastone appetitoso o qualche prodotto in vendita online ho pensato di pubblicare qui sul blog una specie di vademecum per la valutazione del fieno che trovai su un forum tempo fa.
Perché dai pastoni al fieno?
Beh, semplicemente perché ho pensato che prima di pensare al di più, alle goloserie e agli integratori, fosse importante saper riconoscere un buon alimento di base per i nostri cavalli: dopotutto, spesso e volentieri, se riuscissimo a scegliere il fieno migliore avremmo decisamente un numero minore di problemi a livello di alimentazione e quindi altre "diavolerie" non sarebbero nemmeno da considerare.

Ripeto che la piccola guida che posterò non è stata scritta da me, ma trovata in internet, ma ormai da qualche tempo è la base che utilizzo per valutare il fieno che viene proposto alla mia cavalla (che all'Azienda Agricola la Roncola è, per inciso, di ottima qualità!); ritengo quindi che possa essere utile per tutti avere uno schemino da utilizzare per tirare le fila, rapidamente, sulla qualità del nostro fieno:

VALUTAZIONE SOGGETTIVA DI UN FIENO
1) - colore Punti
- naturale, tendente al verde 7
- parzialmente decolorato o ingiallito 5
- fortemente ingiallito 2
- bruno -nero bruciato 0

2) - apparenza e consistenza (struttura)
- ricco di foglie e morbido 7
- poche foglie, tendenzialmente duro 5
- molto povero di foglie, ruvido 2
- quasi privo di foglie, con steli legnosi e duri 0

3) - odore
- buono, aromatico da fieno 3
- scipito, odori estranei, bruciato 1
- di muffa o di marcio 0

4) -impurità
- assenti 3
- ridotte 1
- elevate 0

PUNTEGGIO OTTENUTO (somma punti 1-4) CLASSI DI QUALITA'
20-16 ottima-buona basse
15-10 discreta medie
9-5 mediocre alte
4-0 cattiva molto alte

 - Il Teo mw

Ovviamente, oltre a tutto ciò, è importante utilizzare il buon senso: un fieno molto bello, ma tenuto male, sporco di terra etc...sicuramente è da "rivalutare".


domenica 1 settembre 2013

Alimentazione: tasto dolente. Parte due. I CARBOIDRATI.

Cavalli e carboidrati. 
Cosa ne pensate? O meglio..ci avete mai pensato? 
Onestamente, quando ho iniziato a informarmi sull'alimentazione equina (di cui comunque so molto poco ancora: il mondo del cavallo non smette mai di avere cosa da insegnare!) non avevo minimamente pensato agli effetti che i carboidrati potrebbero avere sui cavalli; probabilmente, come molti di noi, ero più portata a valutarli pensando alla mia di dieta piuttosto che a quella della mia Fabrizia, ma quando ho scoperto che l'argomento carboidrati è molto dibattuto nel mondo equestre ho pensato che potesse essere interessante parlarne qui sul blog.
A quanto pare è dilagata la moda dei mangimi cosiddetti Lowcarb (dal nome si capisce già tutto) in seguito al riconoscimento del gruppo di patologie denominate ECAD (Equine Carbohydrates-Associated Disorders) nel 2005. Secondo le ricerche circa 3 equini su 10 sono a rischio ECAD (il vostro lo è o potrebbe esserlo? Consiglio di contattare un veterinario per saperne di più!).
Tuttavia non sono considerati un rischio tutti i carboidrati e per spiegarvi meglio mi sono permessa di "rubare" uno schema trovato su internet. 


Adattato da M.Hall
E' stato tuttavia sostenuto da uno studioso di nome Joe Pagan che molti cavalli possono tollerare tranquillamente i carboidrati nella loro dieta e che, anzi, ne abbiano persino bisogno per coprire il fabbisogno energetico giornaliero. 
Questo suo intervento ha frenato il dilagare della moda "Lowcarb" che - pur non sapendone poi molto dell'argomento - si può facilmente indovinare, sarebbe stato un bel problema e avrebbe potuto diventare persino dannoso (come tutte le mode d'altra parte..).

Il problema è stato per fortuna mitigato dalla capacità sorprendente dei cavalli ad adattarsi: gli equini sono stati in grado di adattarsi all'alimentazione IPERCALORICA che viene loro propinata generalmente, il tutto con l'aiuto di un costante movimento e attività fisica.
Cosa succede però ai cavalli che vivono una vita sedentaria e non si muovono abbastanza, ma, nonostante ciò, mangiano come cavalli sportivi e in attività, con un alto apporto di carboidrati?
Chiunque di noi sia mai stato a dieta (e come me dovrebbe rimettercisi!) sa benissimo che i carboidrati non smaltiti si trasformano presto in grasso in eccesso.
Ciò può portare anche ad un sovraccarico dell'apparato digerente in generale e da qui all'ECAD sopracitate. 


Il problema "carb" non è però da dimenticare anche nella corretta gestione degli zoccoli del nostro amico: problema poco considerato o comunque lasciato nel dimenticatoio dalle grandi masse, ma studiato approfonditamente dagli appassionati di barefoot (la tecnica che sostituisce la ferratura, tiene il cavallo sferrato e applica un periodico pareggio del piede per garantirgli, insieme ad una gestione il più naturale possibile, la forma corretta).
Non a caso infatti un'alimentazione poco bilanciata può provocare la laminite, una patologia legata al piede. 
Appena il cavallo dà segni di intolleranza e di conseguenza problemi ai piedi la prima cosa che i pareggiatori e gli esperti consigliano è proprio questa: eliminare cereali, niente erba fresca primaverile (anche l'erba di settembre è sconsigliata in quanto ricominciano le piogge e l'apporto energetico è maggiore!), insomma eliminare tutte le fonti di carboidrati. 
Anche la concentrazione dei cereali in un unico enorme pasto può essere rischioso: sia per i motivi citati precedentemente nell'articolo "Alimentazione: tasto dolente. Parte uno", sia perché creerà un innalzamento dei livelli del glucosio maggiore rispetto a quello provocato dalla stessa quantità di cibo ripartita in numerosi pasti.
E' inoltre attestata da studi scientifici verificabili la coincidenza di problemi alla crescita ossea nei cavalli giovani e nei puledri in generale con un'alimentazione troppo ricca di carboidrati. 


Ringrazio Giuseppe Iardella 



giovedì 29 agosto 2013

L'alimentazione: tasto dolente. Parte uno.

Purtroppo si parla troppo poco di questa sconosciuta: l'alimentazione del cavallo.
Sinceramente: quanti ti noi, anche montando solo qualche cavallo da scuola o in mezza fida, si sono mai veramente preoccupati del piano alimentare degli equini in questione?
Girando vari maneggi si legge veramente di tutto e di più sulle piccole tabelle appese fuori dai box: 4 di mangime, 5 di fieno; oppure 1 di mangime 1/2 di fieno...insomma, ci si sbizzarrisce con la matematica!

Ma che relazione c'è esattamente tra questi numeri e quali sono le dosi realmente necessarie per i nostri amici cavalli?
Innanzitutto occorre fare una specificazione: i cavalli non mangiano come noi umani.
Oltre all'ovvio fatto che sono erbivori il loro apparato digerente è molto diverso dal nostro: innanzitutto è importante capire che i cavalli sono animali molto delicati sotto questo punto di vista.
Sembrerebbe il contrario visto che spesso sono molto golosi e tendono ad avventarsi su qualsiasi cosa sia commestibile (e non solo...), ma come è pericoloso avere il braccino corto lo è anche l'eccesso, anzi, forse eccedere nell'alimentazione dell'equino può essere ancora più pericoloso per lui di quanto non lo sia dargli meno da mangiare (cosa che comunque non è ovviamente né consigliata né approvata: se avete dubbi contattate il vostro veterinario e in caso rivolgetevi a un nutrizionista equino).
I pasti del nostro cavallo dovrebbero essere frazionati il più possibile in piccole dosi somministrate in razione frequenti. Perché? Beh capire questa piccola regola è piuttosto semplice: in natura il nostro cavallo passerebbe gran parte della sua giornata a mangiare, dedicando, in proporzione, poco tempo al sonno e ad altre attività (l'immagine del cavallo selvaggio che non fa altro che galoppare è infatti falsa: i cavalli si muovono e si spostano, sì, ma essenzialmente lo fanno mentre mangiano o per cercare del cibo o, ancora, per sfuggire a un eventuale pericolo). Questo gli permetterà di mangiare praticamente tutto il giorno senza però ingozzarsi in un unico pasto come invece spesso succede nei centri ippici che, per comodità e questioni di risparmio, tendono a ridurre il numero dei pasti.
Il cavallo essendo infatti una preda necessita di mangiare poco e spesso per essere sempre leggero e poter affrontare un momento di estremo sforzo fisico come una fuga precipitosa.
In secondo luogo il cavallo è estremamente sensibile ai cambi di alimentazione: quando ci spostiamo per andare in gara o per cambiare maneggio è buona norma portarci dietro il mangime e il fieno a cui il nostro cavallo è abituato o, comunque, cercare di mantenere il numero di pasti e l'orario degli stessi uguale alle abitudini.

Avremo infatti notato che i cavalli sono animali un po' pantofolai, molto legati alla routine che creiamo per loro e questo è naturalmente un aspetto molto importante anche per la loro alimentazione: spostare l'orario o cambiare la composizione dei pasti potrebbe portare il nostro amico a incorrere in una pericolosissima colica che nei cavalli può essere anche mortale.
Per questo è importante, se vogliamo cambiare alimentazione, di programmare un periodo di transizione di almeno 10-15 giorni.

Inoltre il cavallo è uno dei pochi animali a non vomitare, quindi quello che entra dalla bocca o esce una volta completato il processo dall'altra parte oppure semplicemente non esce e crea non pochi problemi al cavallo.
Lo stomaco infatti, che ha una portata di 15-18 litri non si riempie mai del tutto. 

Visto che l'obesità è un problema sempre più frequente (nonché veicolo per altri problemi ben più gravi come la laminite) è importante saper pesare il nostro cavallo. 
Un metodo comodo può essere il seguente:
Occorrente: metro da sarta, zona piana dove mettere il cavallo.
Con il metro misurate la circonferenza toracica passando nella regione delle cinghie e con un asta ed il metro rigido misurate l’altezza al garrese.
Le formule da applicare sono le seguenti:
(4.3*circonferenza toracica)+(3*altezza al garrese)-785 per le i cavalli da sella in lavoro.
(5.2*circ.tor.)+(2.6*alt.garr.)-855 per le fattrici
(4.5*circ.torr)-370 per i puledri in accrescimento sino hai 4 anni


Come alimentate il vostro cavallo? Quanti pasti gli somministrate al giorno?
La prossima volta continueremo esplorando l'universo dei mangimi.
Stay Tuned
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