martedì 22 ottobre 2013

L'Equitazione è una scienza

Ciao a tutti!
Oggi volevo continuare con le riflessioni, prima di parlare del lavoro fatto con la mia cavalla questo pomeriggio.
Girando per Facebook sono incappata in questa meravigliosa pagina: Monta in Libertà.
Leggendo qua e là ho finito per trovarmi meravigliosamente con la gran parte dei post in cui incappavo e in particolare ho deciso di riportarvi ciò che segue: 

Spesso la gente ritiene che l'antichità di un principio sia garante della qualità di quest'ultimo. 
Una delle prime "accuse", a mio avviso la meno ponderata, che viene mossa contro chi predica l'eliminazione dell'imboccatura, è quella di rinfacciare la mole di secoli nei quali la stessa è stata utilizzata. 
Ebbene, a queste persone vorrei ricordare che l'Equitazione è una scienza, e come tutte le scienze va indagata per renderla sempre più precisa e coerente, per renderla sempre migliore. 
A queste persone vorrei ricordare che da secoli il toro viene torturato e poi ucciso nella corrida, che da secoli la gente muore di fame, da secoli il mondo gira tutto storto... e non per questo è giusto che continui ad essere per sempre così.
A volte si tratta solo di pigrizia. 
A volte semplicemente la gente si sente comoda nel nido di convinzioni che si è faticosamente creato. Vederlo crollare sarebbe una disgrazia. 
Costruirne uno nuovo un'impresa. Il problema, è che è molto più comodo adagiarsi sulle proprie vittorie e tapparsi le orecchie, piuttosto che affrontare verità scomode....

Devo ammettere che leggere queste parole mi ha confortata parecchio. Mi sento di portare avanti una battaglia con i mulini a vento. In quanti mi hanno risposto che la BB è una cosa "assurda" e che erano scettici al riguardo solo perché si è sempre usata l'imboccatura è - pare - sempre si dovrebbe usare? Troppi. Sembra assurdo, ma c'è veramente gente che la pensa così. 
Concludo qui perché riguardo a queste cose ho già parlato parecchio sollevando anche numerose discussioni (alcune produttive. Altre molto sterili).
In questo momento sto guardando un video favoloso di un dressagista che compie una ripresa senza né morso né testiera. Purtroppo non riesco a linkarvelo da Facebook, ma fatevi un giro sulla pagina sopracitata e avrete numerose piacevoli sorprese.

Allego anche un frammento tratto dal documento ufficiale del Dottor Cook (già citato svariate volte in questo blog!) per parlare ancora di Bitless ed equitazione senza imboccatura in generale.

"Una comunicazione accettabile dovrebbe essere:
• umana;
• efficace come forma di comunicazione;
• Compatibile con la fisiologia del cavallo sotto sforzo.

Il metodo con l’imboccatura è inaccettabile in base a tutti e tre i criteri. Potrebbe essere considerata umana nelle mani di un cavaliere eccellente che ha imparato a non farne uso. Ma anche un cavaliere eccellente non è nato con una mano leggera e per anni cavalli hanno dovuto sopportare dolore intanto che il cavaliere,
diventato eccellente dopo un lungo tirocinio, imparava. Nelle mani di un cavaliere medio, l’imboccatura causa dolore. Nelle mani di un principiante, l’imboccatura è una crudeltà.

C’è anche una quarta caratteristica di ogni metodo di comunicazione; non si tratta di un criterio assoluto, ma, quando è presente, rappresenta un plusvalore. Si tratta della sua applicabilità ad ogni tipo, temperamento, età e grado di addestramento del cavallo, oltre che ad ogni tipo, temperamento, età e grado di addestramento del cavaliere. Nonostante che il metodo con l’imboccatura sia stato usato a lungo in tutte le discipline e su tutti i
tipi di cavallo, si deve dire che l’imboccatura induce con troppa facilità ad abusarne, sia intenzionalmente che senza volerlo. Non può, quindi, essere raccomandato per l’uso generalizzato.


Tralasciando l’evidenza attualmente disponibile sul fatto che l’imboccatura causa dolore, anche l’efficacia dell’imboccatura dal punto di vista del cavaliere è discutibile, vista semplicemente la molteplicità di modelli di imboccatura in commercio. Questa situazione è abbastanza simile a quella che avviene in medicina.
Quando esiste una molteplicità di trattamenti per una malattia o un problema, si può generalmente affermare che nessun trattamento è completamente soddisfacente.

Come ci si può aspettare, il metodo basato sull’imboccatura è inefficace a prevenire i molti casi di sgroppata, smontonata e impennata causati dalla stessa imboccatura. Quando si capisce che questi tre problemi hanno l’imboccatura come causa comune,
diventa evidente che non è logico aspettarsi di risolverli continuando nell’uso dell’imboccatura, semplicemente cambiandone la forma."

Preso da "Paura dell'imboccatura" di Robert Cook, allego l'intero PDF: http://www.alexbrollo.com/pdf/W.%20Robert%20Cook%20-%20Articolo%20_Paura%20dell'imboccatura_.pdf

Passando a me e alla mia belva (pelosissima! Bisogna assolutamente tosare!), oggi abbiamo lavorato in modo fantastico.
Dopo una sessione di lavoro iniziata bene, ma poi finita nel disastro oggi finalmente ho montato nella più totale tranquillità con una cavalla perfettamente in avanti, con il giusto impulso e il giusto atteggiamento verso il lavoro.
Finalmente ho sentito una Fabrizia propositiva e con la voglia di ragionare sul lavoro da fare.
Dopo una mezz'ora di trotto con svariati cambiamenti di mano, esercizi sulle transizioni e sulle flessioni (un must have per noi! N.B. Consiglio fortemente il lavoro in controflessione per sciogliere la muscolatura e mettere in funzione le anche) le ho chiesto qualche partenza al
galoppo e per la prima volta dopo mesi ho ottenuto un galoppo di lavoro.
Ovviamente l'incantesimo è durato giusto due circoli e mezzo giro di campo, poi si è interrotto e la cavalla si è scaldata.

Ma cosa dicono i massimi esperti? Chiedere tanto, accontentarsi di poco!
Avanti così! Soprattutto considerando che finalmente la cavalla lavora rotonda (un grado sopra la verticale. Cosa ammessa e secondo me anche segno positivo di un cavallo con personalità che è PARTECIPE del lavoro del cavaliere. Nota bene: un grado SOPRA. Non sotto.) in Bitless Bridle senza mai rischiare di spegnere il "motore".

Dopo il lavoro ho premiato Fabrizia con un quarto d'ora di giostra, tante mele e coccole assolutamente meritate!
Credo moltissimo nell'importanza del premio e cerco di immaginare la sensazione di rientrare in box, essere puliti, messi al caldo e ricevere qualche dolce chicca. Voi quando tornate a casa dal lavoro o dalla scuola non amate un bel piatto di pastasciutta, una doccia calda, una tuta comoda e un bel film? Beh, credo che questo renda l'idea di come credo si senta la mia cavalla.
Coccolata e amata.

Stay Tuned.
F. 

PS: Il video di cui parlavo più su alla fine lo potete trovare sulla nostra pagina Facebook: Il Mondo Oltre L'Ostacolo.


lunedì 21 ottobre 2013

Strumenti di tortura o oggetti miracolosi?

Oggi sono andata all'ippodromo di San Siro di Milano e sono rimasta veramente stupita dalla bellezza della maggior parte dei cavalli: fisico perfetto, posteriori potenti e ben muscolati, gambe lunghe e forti, tendini asciutti...insomma, dei capolavori questi cavalli da corsa!
Facevo inoltre caso come fossero - per la maggior parte - in linea di massima montati con filetti piuttosto semplici. Al galoppo sulla pista utilizzavano il loro corpo in modo magistrale, delle perfette macchine per vincere.


Mi sono chiesta quindi se per l'addestramento di questi campioni si ricorra o meno all'uso di redini particolari, abbassatesta vari e altri aggeggi. Onestamente è ovvio che non posso saperlo di per certo ed è altrettanto ovvio che il mondo delle corse ha già i suoi difetti e i suoi "brutti personaggi" però sono giunta alla conclusione che, dato che non si ricerca un cavallo "riunito" e in atteggiamento, difficilmente vedremo redini di ritorno e altri oggettini in mano a chi addestra i purosangue da corsa. O comunque, diciamo che l'uso in quest'ambito dei suddetti strumenti dovrebbe essere più limitato rispetto a quello che se ne fa, per esempio, nelle discipline olimpiche.

Tutto questo per arrivare a una conclusione: oggi ho visto cavalli anche molto giovani (il cui "utilizzo" in gare come quelle del galoppo è decisamente opinabile secondo me!) galoppare molto velocemente utilizzando al meglio tutte le risorse che il proprio corpo metteva loro a disposizione. Fantastico, non è dunque questo quello che andiamo ricercando tutti quanti noi che montiamo a cavallo? Un equino in grado di dare il massimo utilizzando i propri muscoli al 100%.
Non vorremmo quindi cavalli contratti, costretti in posizioni innaturali solo per metterli forzatamente in "atteggiamento". Vero?

Ho iniziato quindi a ragionare su redini di ritorno, gogue, abbassatesta di ogni genere, redini elastiche e chi più ne ha più ne metta. Voi cosa ne pensate?
Si legge ovunque che tutti questi "attrezzi" dovrebbero essere utilizzati da mani esperte. Ok, ma chi decide qual è una mano veramente adatta all'uso, per esempio, delle redini di ritorno? Perché pare che il giudizio sia lasciato ai singoli dato che aggeggi di questo tipo si vedono - addirittura - nelle scuole di equitazione, in mano ad allievi più o meno esperti che, però, nella miglior ipotesi hanno sempre avuto a che fare con cavalli mediamente bravi e pazienti.

Avendo io stessa provato sulla mia pelle i risultati di redini di ritorno - per citare uno degli strumenti più utilizzati - usate "tanto per" mi sento di sconsigliarle a chi, come me, ha ancora tanto da imparare in sella. Ma dopotutto...chi non ha ancora tanta pappa da mangiare per arrivare alla perfezione?
Lo dicono gli stessi cavalieri che poi salgono sui podi più importanti del mondo: non si finisce mai di imparare.

Tuttavia probabilmente c'è un livello a cui è ragionevole sentirsi autorizzati a mettere addosso al cavallo più o meno quel che si desidera.

Vorrei però chiedere a tutti coloro che montano in modo amatoriale un favore: il corpo del cavallo è una macchina molto delicata (se così si può dire); come noi anche i cavalli soffrono le conseguenze di posture sbagliate, solo che spesso, non potendo essi parlarci chiaro, non riusciamo a capire quale sia il problema finché, ormai, non è troppo tardi.
Sperimentare è cosa buona e giusta, per come la vedo io, ma ritengo che alcuni oggetti - senza i quali per altro si possono ottenere risultati eccellenti in ogni caso - debbano essere affidati alle mani dei professionisti.
Come dico sempre: io diffido anche degli istruttori. Purtroppo le esperienze negative in questo campo (istruttori, giusto per non far nomi, che definivano la Bitless Bridle: "questa testiera strana"!) mi hanno portato a sviluppare un'importante senso critico che in ogni caso ho anche nei miei confronti.

Chiedete quindi, informatevi e traete le vostre conclusioni.



Non sono io ad essere in grado di definire cosa è giusto e cosa non lo è e non sono qui a dire che io mai cadrò nell'illusione che un OGGETTO possa fare il miracolo che io in sella non sono in grado di operare: tuttavia sono i cavalieri come Francesco Vedani o Massimo Basili - che io stimo molto - per fare un esempio a dirci che stiamo andando nella direzione sbagliata.

I risultati che stiamo ricercando con quelle che io definirei SCAPPATOIE si possono raggiungere tranquillamente, con più calma e pazienza, impostando un corretto lavoro in sella, magari seguiti da un buon istruttore se necessario.
Probabilmente, come molti dicono, questi "strumenti speciali" sono stati inventati per una buona ragione e per una buona causa, ma finché il mondo sarà costellato da esempi come quelli che ho postato in questo articolo non vedo come debba essere concesso a tutti un utilizzo fuori controllo di questi aggeggi.


(Foto prese da internet e, in particolare, da questa pagina Facebook).

Mi piacerebbe quindi invitare tutti a una riflessione: quelli che scambiamo per oggetti miracolosi, non sono forse strumenti di tortura?
In alcuni casi riesco a riconoscerne un uso anche utile, ma parlando sempre di redini di ritorno - ma si potrebbe citare per esempio uno strumento apparentemente innocuo come la martingala. A cosa serve la martingala, magari fissa? - difficilmente vedo un'utilità a costringere un cavallo a una posizione che in realtà non vorrebbe tenere: se il cavallo non riesce a mettersi da solo nell'atteggiamento corretto per lavorare vuol dire che c'è qualcosa che non va.

Un problema nostro a livello di assetto e uso degli aiuti? Delle lacune nell'addestramento del cavallo? Un'età o una muscolatura ancora non adatti a questo genere di lavoro?


Purtroppo in pochi si pongono queste domande e ancora più difficilmente si sente di persone che OSANO mettersi in gioco, mettendo in dubbio prima di tutto le proprie capacità.

Io, per esempio, per mio modesto parere, consiglierei tanto lavoro sugli aiuti: siamo capaci di mettere l'impulso correttamente e di dosare la mano?
Oppure mi farei consigliare qualche esercizio - io non mi permetto di scriverne qui dato che non sono né un'istruttrice, né tanto meno una BRAVA istruttrice - da qualcuno di esperto, per imparare ad arrivare a una collaborazione serena tra cavallo e cavaliere, cooperando per raggiungere lo stesso obbiettivo: un cavallo tranquillo, pronto alle richieste e in grado di utilizzare tutto il suo corpo per darci il 100%.




Per chi lo desiderasse, ecco qualche esempio di quello che io PERSONALMENTE ritengo un cavallo che lavora, lasciatemelo dire, COME DIO COMANDA:




(Ho aggiunto di proposito esempi di ogni tipo: con imboccatura, senza imboccatura, senza testiera addirittura, in dressage, monta classica e reining. Ma si potrebbe tranquillamente continuare.).

QUESTA è perlomeno la mia filosofia.
Ogni giorno che salgo in sella ho, appese proprio affianco alla mia Bitless Bridle delle redini di ritorno; esse mi guardano in modo assolutamente invitante. Sarebbe così semplice attaccarle e avere una cavalla in "perfetto" atteggiamento quandunque io lo desideri.
Una cavalla che tutti guarderebbero con ammirazione e con mormorii stupiti.
A volte sono molto tentata da quelle redini. Sono stata, in passato, tentata anche da martingale fisse e non, per esempio; si potrebbe aprire anche un capitolo sui chiudibocca. 
Che brutto vedere la tua cavalla con la bocca spalancata, è così antiestetico! Rimetti il chiudibocca. Parole testuali di una cosiddetta istruttrice di primo o secondo livello FISE. E in effetti, anche in questo caso sarebbe stato allettante: cavalla in ordine, bella da vedere.

Ma questa non è l'equitazione che voglio portare avanti io. 
E' la mano il problema. Non la bocca antiesteticamente aperta della cavalla. Magari un giorno mi ricrederò.

domenica 20 ottobre 2013

One of us: l'equitazione secondo Giulia & Csini

Ciao a tutti! Ritorna la rubrica dedicata ai binomi de Il Mondo Oltre L'Ostacolo! Prima di iniziare però vorrei veramente ringraziare tutti voi per aver fatto raggiungere, in poco più che due mesi, il traguardo delle 6 MILA visualizzazioni al mio blog! 
Davvero grazie, grazie, grazie! Grazie a chi mi segue per sincero interesse e a chi lo fa solo per criticarmi alle mie spalle, grazie perché, in ogni caso, siete stati preziosi. Mi auguro di raggiungere un numero sempre maggiore di lettori e di conquistarvi giorno per giorno con la mia voglia di portare avanti un'equitazione pulita, umile e informata!
Vi annuncio inoltre che il blog ha ricevuto un riconoscimento direttamente da NetParade! Siamo ufficialmente un sito web in classifica. Ecco l'award:


In classifica

Passiamo quindi all'argomento principale di questo articolo: l'equitazione secondo Giulia&Csini, terzo binomio a comparire su Il Mondo Oltre L'Ostacolo.
Buona lettura!





Nome: Giulia De Nicolo
Età: 21 anni
Cibo preferito: pasta alla carbonara
Una strana abitudine: Pulisco sempre occhi e piedi alla mia cavalla in modo maniacale.
Segni particolari: Un tatuaggio con un cavallo che salta sulla spalla.
Patente: Brevetto, sto cercando di prendere il primo grado.














Nome: Csini
Età: 14 anni
Cibo preferito: Carote e anguria
Una strana abitudine: Sbadigliare sempre più volte prima di mettere la testiera
Razza: Ungherese
Segni particolari: Musetto rosa e corona ungherese "tatuata" sulla schiena.











Cosa tu non sopporti della tua cavalla: La sua voglia pazza di partire come un missile appena, in gara, sente la campanella!
Cosa la tua cavalla non sopporta di te: Non sopporta quando, subito dopo che abbiamo finito di lavorare, non le do immediatamente i biscottini e me ne dimentico!

Cosa tu ami della tua cavalla: Amo assolutamente quando, appena arrivo in maneggio, lei si affaccia alla porta del paddock guardandomi con insistenza, come per chiedermi di andarla a prendere.
Cosa la tua cavalla ama di te: Ama quando la porto in passeggiata. 
Le piace moltissimo, la aiuta a svagarsi e, essendo lei una gran golosona, ama anche quando riesce a rubare qualche pannocchia mentre passeggiamo.
Dove abitate? Lei Bregnano (CO), io Sesto San Giovanni (MI).
Da quanto vi conoscete? 2 anni ormai!
Il vostro motto: "Per fare netto ci vuole un binomio."



Qualcosa da raccontare...

La cosa bella del nostro rapporto, che io ritengo molto speciale, è che io e la mia cavalla ci intendiamo al volo quando lavoriamo e il punto cardine dei nostri successi è il gioco di squadra, soprattutto in gara.
Lei è estremamente competitiva e da questo suo essere essere molto grintosa ho imparato a non mollare mai.
So che quando io non ce la faccio e sono in difficoltà c'è lei a sostenermi e a sistemare i problemi.


E' soprattutto grazie a lei se sto crescendo e non posso fare altro che ringraziarla ogni giorno per tutto quello che fa per me e per le emozioni che mi regala, sia che mi porti sul podio sia che scappi l'errore.
Inizialmente devo dire che le cose sono state piuttosto semplici. Quando l'ho comprata, anche se non avrei potuto, abbiamo iniziato subito con tre vittorie consecutive, ma poi ovviamente sono iniziate le sfide e abbiamo dovuto cominciare a lavorare per conoscerci e migliorare l'una i difetti dell'altra.
Di base abbiamo dei modi diversi di comportarci e quindi è stato tutto uno "smussarci" per combaciare perfettamente ed entrare in totale armonia e rispetto reciproco, che è la base del nostro rapporto.
Posso dire che le decisioni, per esempio su un percorso - girata stretta oppure no?! - le prendiamo sempre in due, non c'è un TU e un IO. Siamo solo un NOI.






Se avete una storia da raccontare e volete apparire come binomio contattatemi utilizzando i dati presenti nella sezione apposita!



sabato 19 ottobre 2013

Book: Equitazione e leggerezza - Francesco Vedani

Ritorna la rubrica per i libri dedicati al mondo equestre! 
Questa volta ho deciso di parlare del prezioso manuale - se così si può definire - scritto da Francesco Vedani.

L'autore è ormai celebre sul web per i suoi video "didattici" su youtube in cui tratta alcuni aspetti dell'equitazione classica, ma se non ne sapete ancora nulla questo è il suo canale YouTube.

Il mio interesse per Francesco Vedani e per i suoi insegnamenti nasce proprio sul web, guardando i suoi video: spiegazioni chiare, correlate da video esplicativi in cui FINALMENTE si vede qualcuno che DIMOSTRA ciò che sta spiegando.
Montando svariati generi di cavalli Francesco Vedani ha reso tangibili i suoi insegnamenti.
Il risultato non è la solita pappardella di informazioni. Non si tratta di video con un uomo che spiega cosa fare per insegnare al proprio cavallo la spalla in dentro - per dire! - senza però mostrare nemmeno un crine del suddetto cavallo.
Qui vediamo un cavaliere che con umiltà sale in sella e dimostra di non aver raccontato solo frottole. 
E non si tratta nemmeno di uno pseudo-esperto del mondo equestre voglioso di mettersi in mostra: possiamo vedere esercizi di altissimo livello eseguiti in modo sopraffino, seguendo la regola della monta in leggerezza.

Dopo questa necessaria introduzione passiamo al dunque.
In seguito alla sua dilagante fama su internet Francesco Vedani ha deciso - saggiamente - di passare alla letteratura.

Da questo desiderio di diffondere un metodo che non crea niente dal nulla, ma che si ispira ai vecchi classici con un pizzico di modernità nasce Equitazione e Leggerezza. 

Il libro si articola in svariati capitoli che prendono il nome dai vari step dell'addestramento del cavallo: passiamo dall'insegnamento del galoppo partendo da una perdita di equilibrio, arrivando a tutto quello che riguarda il lavoro su due piste.
Cosa assolutamente interessante è che Vedani FINALMENTE ci spiega il PERCHE' degli esercizi che ci propone.
Non ci siamo mai chiesti PERCHE' ogni tanto i nostri istruttori ci fanno fare dei passi indietro? E soprattutto..ci siamo mai chiesti se gli istruttori stessi fossero pienamente a conoscenza delle utilità di questo importante esercizio?
Quante volte abbiamo visto i passi indietro utilizzati come punizione? E forse ci sono anche stati insegnati a questo scopo: inibire il cavallo, sgridarlo. Vedani nel suo libro non parla mai di esercizi "punitivi": tutto ha una propedeuticità all'addestramento POSITIVAMENTE in leggerezza del cavallo.


Non ci credete?
Il libro è caldamente consigliato sia per le spiegazioni teoriche che per la poesia che esso contiene. 

Oltre al testo scritto da Vedani stesso le pagine sono ricche di fotografie meravigliose e preziose citazioni di personaggi illustri come Nuno Oliveira.
Assolutamente non da perdere.

Voto: 8 +
Osservazioni: Avrebbe potuto contenere un numero maggiore di nozioni tecniche, ma con il supporto dei video YouTube può dare degli ottimi spunti su cui iniziare a lavorare. 

Per acquistare il libro: potete cliccare su questo link al quale troverete tutte le informazioni su prezzi, spedizione e modalità di acquisto oltre a un pratico elenco di link utili tutti dedicati a Francesco Vedani.

Altro aspetto assolutamente interessante lo potete trovare in fondo alla pagina: parte degli incassi del libro verranno devoluti all'Associazione Onlus Samari. Sul sito potete trovare tutte le info necessarie riguardo a questa splendida iniziativa umanitaria.


venerdì 18 ottobre 2013

Un equi-buongiorno

Ciao a tutti!
Scusate l'assenza, ma sto avendo giornate molto intense in maneggio.
Dopo averla ferrata - FINALMENTE direi! - mercoledì mattina Fabrizia è tornata al top!
Purtroppo abbiamo dovuto sedarla, seppur con una dose molto blanda, per permettere al maniscalco di lavorare al meglio e in tutta sicurezza. Questo è il sedativo scelto dal nostro veterinario per lei.

Ad ogni modo, dopo la pedicure, siamo ritornate perfettamente in pista.
Abbiamo iniziato a lavorare sui vari passaggi necessari per portare a termine correttamente una ripresa di dressage in categoria E100.
QUI potete trovare i link ai grafici di tutte le riprese dalle E alle M.
Seguendo quindi il grafico oggi abbiamo iniziato a lavorare sugli alt.
Dopo il riscaldamento abbiamo cominciato ad effettuare qualche alt in X dal passo, giusto per verificare la reattività della cavalla e poi piano piano abbiamo provato al trotto.

Il risultato è stato veramente ottimo: in bitless brilde Fabrizia era molto ricettiva alle mie richieste e concluso perfettamente tutti gli esercizi.

Vista la risposta più che positiva ho spostato l'attenzione su altro e ho ricominciato a trottare sulla pista chiedendole svariati cambiamenti di mano e mantenendola in avanti.
Anche in questo caso devo dire di essere stata decisamente soddisfatta: strano, ma vero ogni tanto anche Fabrizia è in giornata!
Dopo aver lavorato a entrambe le mani al trotto e dopo aver fatto un po' di trotto senza staffe ho incominciato a chiedere qualche partenza al galoppo a mano sinistra.
Lei si è subito messa molto in avanti e allora le ho permesso di fare qualche giro di galoppo alla velocità che preferiva e stando in sospensione. Appena ha accennato a passare al trotto le ho chiesto un galoppo di lavoro più controllato e nonostante non ne fosse esattamente entusiasta ha esaudito piuttosto bene la mia richiesta.

Purtroppo non si può dire lo stesso del lavoro a mano destra, ma devo riconoscerle un netto miglioramento nella concentrazione durante il lavoro: adesso non si distrae più a guardarsi intorno, si è probabilmente abituata all'ambiente e alle "stranezze" del campo coperto.
Dopo il lavoro l'ho messa in giostra per una buona mezz'ora per farle riprendere fiato completamente e per permetterle di asciugarsi dato che era veramente sudatissima! Bisogna assolutamente tosarla...spero solo di non dover utilizzare ancora il sedativo!

Per il resto ci siamo godute questa bellissima giornata di sole, rinfrescata dalla brezza autunnale: uno spettacolo.
Montare la mattina presto è veramente rilassante e propedeutico al lavoro secondo me. E poi, il buon giorno non si vedeva mica dal mattino?!


F



martedì 15 ottobre 2013

Sulla compassione - La crudeltà umana nel mondo animale merita indignazione

Ciao a tutti! Questo non è un articolo prettamente inerente al mondo equino, ma ci tenevo a pubblicarlo sperando di sensibilizzare il più possibile chiunque decida di leggerlo.
Sono contenta di vedere il blog in crescita, mi sento fiera del lavoro che sto facendo, anche se sono consapevole che questo è solo l'inizio; detto ciò, dato che mi sembra di capire di avere un gruppetto di lettori fissi, mi piacerebbe mandare un messaggio di indignazione e speranza allo stesso tempo, sperando di raggiungere tutti voi che mi leggete.

Il mio blog nasce infatti innanzitutto come portale dedicato ai cavalli, all'equitazione e a un mondo diverso: il mondo che vorrei tanto diventasse la realtà del domandi nell'universo equestre.
La mia missione è quella di parlare di tutto ciò che è inascoltato, che spesso non va di moda e che quindi non compare nelle pagine più blasonate.

Detto questo: un anno fa ormai la mia famiglia si allargò con l'arrivo di una cagnolina direttamente dalla Puglia.

Si chiama Sasha e ora è un membro a tutti gli effetti del nostro nucleo famigliare. Il suo breve passato di cucciola in Puglia è decisamente roseo rispetto a quello che tocca spesso e volentieri moltissimi suoi simili, soprattutto giù in meridione (ma ci terrei a far notare che qui al nord abbiamo poco di cui vantarci. Il menefreghismo nei confronti degli animali non è cosa nuova per noi!) dove vige una cultura del mondo animale un po' diversa da quella cui siamo abituati qui.
Credo che la vita dei cani di strada dovrebbe essere una realtà conosciuta da tutti, ma purtroppo spesso e volentieri non è così.


L'indifferenza e la crudeltà umana verso gli animali è qualcosa di estremamente radicato che colpisce cani, gatti, cavalli e altri animali da reddito senza distinzione.
Ho un sogno: che non ci siano più cani abbandonati e maltrattati, cuccioli - e non - in cerca di una casa, cavalli picchiati e macellati clandestinamente, pieni di medicine fino a scoppiare. Gatti e cani utilizzati per giochi sadici e combattimenti clandestini.
Vorrei che gli animali negli allevamenti potessero vivere con più dignità, un'alimentazione corretta (ne va anche della nostra salute!) e un processo di crescita adatto. Forse sono SOLO animali, ma noi non siamo SOLO bestie. Oppure no?
E' caratteristica dell'essere umano provare la compassione. Se ci sentiamo così tanto superiori agli animali che ci permettiamo di trattare così male cerchiamo di esserlo fin in fondo.
C'è anche da dire che se l'uomo è spesso incapace di provare compassione per i propri simili difficilmente sarà in grado di farlo di fronte a un animale.
Tuttavia mi chiedo come sia possibile uccidere, picchiare e abbandonare, spesso per divertimento o per negligenza delle creature che non sono assolutamente in grado di difendersi e che non hanno potuto scegliersi un padrone migliore o una vita lontani dalla strada.
Non sono vegetariana, non sono vegana, ma sono umana. E vorrei essere sempre fiera di dirlo.
Ogni tanto me ne vergogno. 



Tutto questo nasce da una considerazione che facevo di recente guardando alcuni atteggiamenti della mia cavalla.
Qualcuno ha detto "E' un po' viziata." e io, onestamente, ci ho riso su. 
Vorrei tanto che Fabrizia fosse solo un "po' viziata". In realtà ne sarei molto felice perché potrei senz'altro dare la colpa a me stessa per i suoi comportamenti negativi, sapendo che essi sono dovuti a una mia mancanza e non a un passato difficile.
Fabrizia probabilmente è anche un po' viziata da me, la coccolo in ogni modo, sono premurosa e apprensiva nei suoi confronti e, anche se pian piano stiamo trovando l'equilibrio, tendo a cercare di accontentarla, ovviamente nei limiti, ma questo perché credo fermamente che dopo una vita difficile come la sua sia arrivato anche per lei il momento di vivere da principessa, con qualcuno sempre disposto a prendere per lei le scelte migliori e con anche qualche piccola "coccola di troppo".

Considerando tutto ciò devo dire che Fabrizia, Sasha e Selene sono anche fortunate tutto sommato. Molti altri cavalli e animali in genere non possono dire la stessa cosa. 

Vorrei parlare d'altro, inserire foto, immagini forti, che smuovano le coscienze, ma forse per ora è meglio fermarsi qui, con la promessa che questa è una battaglia da continuare a combattere e da non dimenticare.
Guardateli i cosiddetti "video forti" e non consigliati a un pubblico debole di stomaco, guardate le foto di animali scuoiati vivi per i cappucci dei vostri giacconi alla moda. 
Osservate la violenza fine a sé stessa e provate a immaginare, in quegli animali sofferenti, il vostro cane, il vostro gatto o il vostro cavallo: loro sono dei privilegiati, ma avrebbero potuto non esserlo.
Nessuno dei miei animali fa eccezione a questo "pericoloso condizionale".

Essere deboli di stomaco non è una giustificazione. Ci circondiamo ogni giorno di esempi di crudeltà ed efferatezza. Non sarà sicuramente un po' di sangue e di VERITA' a sconvolgervi.
A volte l'umanità dovrebbe essere vietata ai deboli di stomaco.

PS: vi prometto, molto presto, una lista di associazioni VERAMENTE attive in questo senso.
Perché non rimangano solo parole.

sabato 12 ottobre 2013

Il binomio: non solo cavallo e cavaliere - I professionisti del mondo del cavallo

In questi giorni ho avuto modo di riflettere parecchio su quello che vuol dire un binomio solido davanti alle difficoltà.
Ho parlato spesso, sul blog, di passare del tempo con il proprio cavallo, di montarlo con rispetto e con criterio, ma non mi sono mai trovata a dover scrivere del lavoro del grande team che sta intorno a un binomio, sia che si tratti di una coppia cavallo-cavaliere pronta per le olimpiadi, sia che l'obbiettivo sia quello di lunghi trekking in tranquillità: la responsabilità del cavaliere è sempre massima nei confronti del proprio cavallo, è lui che sceglie il centro ippico migliore, è lui che organizza la vita del proprio compagno equino, tuttavia è importantissimo constare quanto sia fondamentale il lavoro di tutti i professionisti che dedicano la propria vita al benessere dei nostri cavalli.

Tuttavia i proprietari tendono spesso a sottovalutare l'importanza di maniscalchi, veterinari, groom ed istruttori - mi annovero in questo gruppo un po' negligente purtroppo! - finendo per mettere in secondo piano un aspetto di prima importanza della vita del cavallo.
Noi cavalieri spesso e volentieri, per quanto possiamo essere appassionati, abbiamo un'altra vita al di fuori del mondo equestre e dobbiamo, per forza di cose, affidarci ad altre persone perché assolvano alcuni dei compiti più importanti per il benessere del nostro "gioiello" (perché il cavallo è a tutti gli effetti un capitale, sia in valore affettivo che in valore economico!). 

La scelta di professionisti capaci e di persone affidabili per quanto riguarda i lavori di veterinaria e mascalcia, per esempio, diventa importantissima!
Innanzitutto un buon modo per verificare - a mio parere - la bravura di un veterinario, di un maniscalco o di un groom è valutare come si pone nei confronti del cavallo, innanzitutto, e poi nei confronti del proprietario: io ricerco un vero professionista, capace di farsi rispettare con "dolce fermezza e ferma dolcezza" (chi ha riconosciuto la citazione?!), che dimostri una vera passione per il proprio lavoro e per gli animali con cui va a trattare.  In seguito credo siano di fondamentale importanza umiltà, voglia di fare, una mente aperta, convinzioni solide e motivate e una buonissima dose di onestà.

Questo perché? Beh, innanzitutto perché l'umiltà e l'onestà permettono di individuare eventuali problemi nella gestione del cavallo che possono essere molto a monte della semplice operazione per cui stiamo interpellando il professionista in questione. Dato che tutte queste figure fanno parte, come dicevo, del team che tiene in piedi il binomio, è importante che esse siano in grado di riconoscere i propri limiti, quelli del cavallo e quelli della situazione. Lo stesso ovviamente vale anche per gli istruttori: troppo spesso si vedono in giro blasonati istruttori palesemente incapaci di cogliere il limite dei cavalli e dei cavalieri che hanno di fronte. E' importantissimo - e sono la prima a dirlo - credere profondamente nelle nostre capacità e aver voglia di buttare il cuore in quello che facciamo, ma è ancora più fondamentale essere consapevoli in tutto e per tutto dei nostri limiti (in modo da poterli superare con il lavoro) e soprattutto di quelli del cavallo (per rispettarli e per lavorarci insieme con metodo e coerenza. Questo sempre nell'ottica del fatto che il cavallo purtroppo non può dirci a parole quando pensa di non essere in grado a compiere il lavoro che gli stiamo chiedendo e noi non sempre siamo molto bravi a cogliere i messaggi che il nostro amico ci manda).
Passando oltre: la voglia di fare è il motore che spinge tutto. La curiosità, la forza di volontà e la passione permettono a una persona di crescere, di migliorarsi e di offrire un servizio sempre migliore ai suoi clienti e - in qualche modo - anche a sé stesso (si suppone infatti che un lavoro ben fatto e un cliente contento siano fonti di grande soddisfazione per chi ha fatto di tutto questo la sua vita!).

Una mente aperta è un elemento che sicuramente si ricollega a ciò che ho appena detto: la capacità di imparare, di assorbire come una spugna tutti gli stimoli che l'ambiente, i colleghi e i clienti offrono, vagliandoli con l'importantissima capacità critica che permette di arrivare ad avere convinzioni solide e motivate.
Il tutto condito da una buona dose di pazienza, aggiungerei.

Ho stilato così il mio elenco personale dei prerequisiti che ritengo fondamentali per un i "componenti" ideali del team che mi piacerebbe avere intorno: ovviamente non è sempre facile distinguere tutti questi elementi in persone più o meno sconosciute, ma vedendole lavorare spesso ci si può fare un'idea.
Tutte le qualità da me citate sono anche quelle che ritengo basilari per innanzitutto avere a che fare con delle persone piacevoli da cui si possa imparare qualcosa.
Non ho infatti citato di proposito un altro "professionista" - si fa per dire - del prezioso team sopracitato: il cavaliere. 
Il cavaliere e proprietario, che ha il compito importantissimo di selezionare e scegliere le cose migliori per il proprio cavallo ha anche il dovere di informarsi e di avere una formazione di base un po' su tutto ciò che concerne il mondo del cavallo: avere una solida base permette infatti di capire e di giudicare il lavoro che gli viene proposto da istruttori, maniscalchi etc... Ovviamente è importantissimo ricordarsi che aver letto qualcosa in giro o aver sentito due parole in scuderia non è assolutamente come aver conseguito una laurea o aver seguito un corso di formazione serio: avere qualche informazione non ci dà l'autorizzazione a commentare/criticare tutto ciò che vediamo! Altrimenti maniscalchi e veterinari saranno ben giustificati nel risponderci: "Ferratelo e curatelo da solo 'sto benedetto cavallo!".
Il rispetto per il lavoro altrui e l'umiltà sono fondamentali, come lo sono la curiosità verso le idee degli altri e il senso critico che, in ogni caso, non deve mai mancare.

Tutto questo è parte del complesso processo che porta alla formazione di un legame di profonda fiducia. 
Mettereste mai in mano la vostra vita a un medico che vi sembra poco affidabile o poco capace nel suo lavoro? Ovviamente no!
Perché dovreste farlo con la vita del vostro cavallo?
L'approssimazione non deve essere tollerata, mentre invece l'errore umano, anche se spesso è difficile farlo, va compreso se giustificato da motivazioni valide. Dopotutto, errare umanum est. E' perseverare che poi è diabolico!  


Via libera allora anche a groom con tanta voglia di lavorare, con una buona conoscenza dei cavalli e con un amore per il proprio lavoro.

Vorrei concludere con un ringraziamento speciale a Carlo Cigardi (veterinario) e Salvatore Andreano (maniscalco).
Entrambi sono per ora gli unici professionisti scelti personalmente da me per me e la mia cavalla (nonostante siano molti altri quelli che hanno contribuito alla salute di Fabrizia e di loro non ho nessuna intenzione di dimenticarmi!) e spero, con loro, in una collaborazione onesta e duratura fatta - anche SOPRATTUTTO da parte mia - di tutto ciò che ho scritto in questo articolo.